Cessione d’azienda e conseguenze accertative ai fini delle imposte sui redditi

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 13 maggio 2017

prendendo spunto da una sentenza di Cassazione vediamo i differenti presupposti accertativi ai fini dell'imposta di registro e delle imposte dirette del contratto di cessione di azienda: non esistono automatismi ma solo indizi

Processo_TributarioLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18234 del 16.09.2016, ha chiarito alcuni fondamentali principi in tema di relazione tra effetti accertativi ai fini imposte dirette e di registro nel caso di cessione di azienda.

Nel caso di specie i giudici di appello avevano affermato che il valore del bene definito con riguardo all'imposta di registro era vincolante per l'Agenzia ai fini dell'accertamento della plusvalenza realizzata con il trasferimento e che, sussistendo presunzione di corrispondenza dei due valori, era onere del contribuente dimostrare la non corrispondenza tra il corrispettivo della cessione ed il valore definito ai fini dell'imposta di registro.

I contribuenti deducevano quindi, in sede di legittimità, la violazione degli artt. 7, L. 212/2002, e 42, c. 2, d.P.R. 600/1973, nonché vizio di motivazione, censurando la decisione impugnata nella parte in cui non aveva ritenuto la nullità dell'avviso di accertamento, per carenza di motivazione, a causa della mancata allegazione dell'atto di conciliazione, con il quale l'acquirente aveva aderito alla determinazione del valore di avviame