Iscrizione di ipoteca e contraddittorio obbligatorio

Processo_TributarioL’ufficio finanziario prima di iscrivere ipoteca su beni immobili deve comunicarlo preventivamente al contribuente mediante l’invio di una specifica comunicazione.

Quanto precede è contenuto nella sentenza n. 4590/2017 della Corte di Cassazione da cui emerge che l’omessa notifica di tale comunicazione determina la nullità dell’iscrizione ipotecaria non essendo stato attivato il contraddittorio con il contribuente.

Iscrizione ipotecaria

Il concessionario della riscossione può iscrivere ipoteca sugli immobili del contribuente, che si è reso inadempiente all’intimazione di pagamento eseguita mediante la relativa cartella o mediante l’avviso di accertamento esecutivo (art. 77 DPR 1973/602). Quest’ultimo è l’atto emesso dalla Agenzia delle Entrate con cui viene notificata formalmente la pretesa tributaria al debitore, a seguito di un controllo sostanziale.

L’agente della riscossione, quindi, può emettere cartelle e/o ingiunzioni di pagamento solo sulla base di elementi validi e documentabili in grado di giustificare le pretese degli enti creditori, essendo dovuta la prova da parte di questi ultimi o da parte del concessionario..

L’iscrizione ipotecaria è una facoltà del concessionario della riscossione e che titolo per l’iscrizione ipotecaria è l’esistenza della cartella regolarmente notificata, una volta decorso il termine di sessanta giorni dalla notifica stessa; la giurisdizione del giudice tributario, quindi, si limita alla verifica della correttezza della sequenza procedimentale di atti ci cui al Dpr n. 602/1973 e non si estende alla fondatezza del rapporto tributario sottostante, respingendo il ricorso.

Circa la motivazione dell’atto, l’art. 7, L. 212/2000, stabilisce che tutti gli atti della PA devono essere motivati, indicando i presupposti di fatto e di diritto che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria. Ne deriva l’incombenza, a carico dell’Amministrazione finanziaria, di un generale obbligo di informazione preventiva rispetto all’adozione di un provvedimento che possa incidere negativamente sui diritti e sugli interessi del contribuente. In caso contrario l’atto è nullo.

A tal proposito si ricorda che la cartella di pagamento (pur non provenendo da un soggetto privato – Equitalia), deve essere equiparata a tutti gli effetti all’atto amministrativo, la cui funzione fondamentale è quella di comunicare al contribuente la sua posizione debitoria nei confronti dell’ente impositore a fronte di un credito ritenuto certo, liquido ed esigibile. La medesima cartella deve contenere ogni elemento utile per consentire al contribuente di verificare le ragioni e, quindi, la legittimità della pretesa creditoria. Si evidenzia che il d.l. n. 193/2016 decretato la soppressione di Equitalia a partire dall’1 luglio 2017, unitamente all’introduzione del sistema di riscossione sostitutivo, per arrivare alla nuova edizione della voluntary disclosure; è stato creato il nuovo ente pubblico denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell’economia e finanze.

La cartella di pagamento ha natura di atto amministrativo di esecuzione e costituisce una intimazione al pagamento e di avviso di mora, che racchiude le funzioni di titolo esecutivo in quanto in esso è incorporato il ruolo e di precetto.

Fattispecie

Il contribuente ha proposto impugnazione all’iscrizione ipotecaria su un immobile di proprietà effettuata dall’ufficio finanziario. In primo grado e in appello tale iscrizione è stata ritenuta legittima, per cui lo stesso contribuente ha presentato ricorso per Cassazione eccependo che erroneamente il giudice dell’appello ha escluso l’applicabilità dell’obbligo di preventiva intimazione al fine dell’iscrizione ipotecaria, trascorso oltre un anno dalla notifica delle acretlle di pagamento.

La Suprema Corte, avallando l’orientamento…

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