Iscrizione di ipoteca e contraddittorio obbligatorio

di Davide Di Giacomo

Pubblicato il 12 aprile 2017

il Fisco, prima di iscrivere ipoteca su beni immobili, deve comunicarlo preventivamente al contribuente mediante l’invio di una specifica comunicazione per l'apertura di un eventuale contraddittorio - la giurisprudenza di Cassazione è così orientata

Processo_TributarioL’ufficio finanziario prima di iscrivere ipoteca su beni immobili deve comunicarlo preventivamente al contribuente mediante l’invio di una specifica comunicazione.

Quanto precede è contenuto nella sentenza n. 4590/2017 della Corte di Cassazione da cui emerge che l’omessa notifica di tale comunicazione determina la nullità dell’iscrizione ipotecaria non essendo stato attivato il contraddittorio con il contribuente.

Iscrizione ipotecaria

Il concessionario della riscossione può iscrivere ipoteca sugli immobili del contribuente, che si è reso inadempiente all’intimazione di pagamento eseguita mediante la relativa cartella o mediante l’avviso di accertamento esecutivo (art. 77 DPR 1973/602). Quest’ultimo è l’atto emesso dalla Agenzia delle Entrate con cui viene notificata formalmente la pretesa tributaria al debitore, a seguito di un controllo sostanziale.

L’agente della riscossione, quindi, può emettere cartelle e/o ingiunzioni di pagamento solo sulla base di elementi validi e documentabili in grado di giustificare le pretese degli enti creditori, essendo dovuta la prova da parte di questi ultimi o da parte del concessionario..

L’iscrizione ipotecaria è una facoltà del concessionario della riscossione e che titolo per l’iscrizione ipotecaria è l’esistenza della cartella regolarmente notificata, una volta decorso il termine di sessanta giorni dalla notifica stessa; la giurisdizione del giudice tributario, quindi, si limita alla verifica della correttezza della sequenza procedimentale di atti ci cui al Dpr n. 602/1973 e non si estende alla fondatezza del rapporto tributario sottostante, respingendo il ricorso.

Circa la motivazione dell’atto, l’art. 7, L. 212/2000, stabilisce che tutti gli atti della PA devono essere motivati, indicando i presupposti di fatto e di diritto che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria. Ne deriva l’incombenza, a carico dell’Amministrazione finanziaria, di un generale obbligo di informazione preventiva