Impresa familiare: i familiari non sono soci

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 13 aprile 2017

in tema di imposte sui redditi d'impresa, l'esborso che il titolare dell'impresa familiare effettua in favore del congiunto a titolo di liquidazione per la cessazione del rapporto partecipativo non è deducibile dal reddito d'impresa in quanto non inerente

Processo_TributarioLa recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 6721 del 15 marzo 2017) ha affermato che in tema di imposte sui redditi d'impresa, l'esborso che il titolare dell'impresa familiare effettua in favore del congiunto a titolo di liquidazione per la cessazione del rapporto partecipativo non è deducibile dal reddito d'impresa, non trattandosi di un costo da cui derivi un pur potenziale ricavo e mancando quindi il requisito dell'inerenza.

La questione oggetto di pronuncia della Corte di Cassazione

Il titolare di una farmacia, in regime d'impresa familiare, adiva la Commissione tributaria provinciale per l’annullamento dell'avviso di accertamento, con il quale l’ufficio recuperava a tassazione quanto versato per la liquidazione a due familiari collaboratori, facendo leva sulla natura individuale dell'impresa familiare e sul carattere interno dell'imputazione reddituale pro quota, negando l'inerenza delle spettanze di liquidazione dei partecipanti.

La sentenza favorevole alla parte veniva impugnata dall’ufficio, appello che veniva respinto dalla CTR.

La Corte dà inizio al suo assunto prendendo atto che “l'impresa di cui all'art. 230-bis c.c. appartiene individualmente al titolare, sicché il diritto dei familiari alla liquidazione della partecipazione è soltanto un diritto di credito rapportato a una quota di beni, utili ed incrementi (Cass. 15 aprile 2004, n. 7223, Rv. 572099)”.

La liquidazione alla cessazione del rapporto con l'impresa familiare consolida il diritto di credito del partecipante alla quota di beni, utili ed incrementi (Cass. 6 settembre 2016, n. 17639, Rv. 640823)”.

Resta fermo che “Questo credito interno al rapporto personale di natura familiare non è deducibile dal reddito d'impresa, giacché difetta il requisito dell’inerenza, non trattandosi di un costo da cui derivi un pur potenziale ricavo”.

Né “sussiste il paventato rischio della d