La variazione del domicilio processuale: attenzione alle notifiche

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 2 marzo 2017

analizziamo il (non raro) caso di variazione del domicilio processuale in corso di causa tributaria: come vanno effettuate le notifiche?

giudice2-immagineLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16189 del 3.8.2016, ha chiarito quali sono i presupposti di legittimità della notifica di atti processuali in caso di variazione di domicilio, anche endoprocessuale, non comunicata alla controparte.

Il caso

Nel caso di specie, con atto notificato tramite il servizio postale all'Agenzia delle Entrate, la società contribuente proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Catania avverso una cartella di pagamento con la quale, a seguito del controllo automatizzato della dichiarazione, effettuato ai sensi dell'art. 36 bis del dpr. n. 600/73, veniva richiesto il pagamento della somma di £ 366.870,51, comprensiva di sanzioni e accessori a titolo di recupero del credito di imposta utilizzato nell'anno 2001, di cui all'art. 8 della L. n. 388/2000, in quanto la società non aveva prodotto la prescritta comunicazione entro la data dell'08 .07.2002.

La ricorrente eccepiva l'illegittimità della cartella impugnata, della quale chiedeva l'annullamento, atteso che, avendo utilizzato il credito prima dell'anzidetta data, non aveva l'obbligo di produrre il mod. CVS, avendo provveduto peraltro ad esporre nel quadro RU del modello unico/2002 il credito maturato.

L'Ufficio si costituiva in giudizio per eccepire preliminarmente l'inammissibilità del ricorso perché proposto tardivamente, ribadire nel merito la legittimità del proprio operato e chiedere il r