La mediazione tributaria è costituzionalmente valida

EbookLa Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 38 del 15 febbraio 2017 (ud. dell’11 gennaio 2017), ha ritenuto:

  • inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17-bis, c. 2, del D.Lgs.n.546/92, nel testo originario, anteriore alla sostituzione dello stesso ad opera dell’art. 1, c. 611, lett. a, n. 1, L. n.147/2013, sollevata, in riferimento all’art. 24 Cost.;

  • inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992, nel testo originario, anteriore alle modificazioni apportate dall’art. 1, c. 611, lett. a, n. 1, L.egge n. 147 del 2013, nella parte in cui precluderebbe ai contribuenti la tutela cautelare giurisdizionale durante la procedura amministrativa introdotta con il reclamo, sollevata, in riferimento all’art. 3 Cost.;

  • inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992, nel testo originario, anteriore alle modifiche apportate dall’art. 1, c. 611, lett. a, n. 1, L. n. 147 del 2013, sollevata, in riferimento all’art. 111, c. 2 Cost.,

  • infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992, nel testo originario, anteriore alle modificazioni apportate dall’art. 1, c. 611, lett. a, n. 1, L. n. 147/2013, nella parte in cui prevede l’obbligo, per chi intende proporre ricorso avverso atti emessi dall’Agenzia delle entrate e di valore non superiore a ventimila euro, di presentare preliminarmente reclamo, sollevata, in riferimento all’art. 3 Cost.;

  • infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992, nel testo originario, anteriore alle modificazioni ad esso apportate dall’art. 1, c. 611, lett. a, n. 1, della legge n. 147 del 2013, nella parte in cui non prevede che la mediazione sia svolta da un terzo, sollevata, in riferimento all’art. 111 Cost..

Per la Corte, il reclamo e la mediazione tributaria, “col favorire la definizione delle controversie (che rientrino nel menzionato àmbito di applicazione dei due istituti) nella fase pregiurisdizionale introdotta con il reclamo, tendono a soddisfare l’interesse generale sotto un duplice aspetto: da un lato, assicurando un più pronto e meno dispendioso (rispetto alla durata e ai costi della procedura giurisdizionale) soddisfacimento delle situazioni sostanziali oggetto di dette controversie, con vantaggio sia per il contribuente che per l’amministrazione finanziaria; dall’altro, riducendo il numero dei processi di cui sono investite le commissioni tributarie e, conseguentemente, assicurando il contenimento dei tempi ed un più attento esame di quelli residui (che, nell’àmbito di quelli promossi nei confronti dell’Agenzia delle entrate, comportano le più rilevanti conseguenze finanziarie per le parti)”.

Brevi note

Come è noto, l’art. 17-bis, del D.Lgs. n. 546/92, norma introdotta dall’art. 39, c. 9, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha istituzionalizzato il cd. reclamo mediazione.

L’art. 1, comma 611, lett.a), della legge n. 147 del 27 dicembre 2013 – cd. Legge di stabilità 2014 – ha inciso sull’art. 17-bis, del D.Lgs.n.546/92.

Le novità introdotte, che trovano applicazione agli atti notificati a partire dal 2 marzo 2014, sono state lette dall’Agenzia delle Entrate, che ha diramato la circolare n.1/E il 12 febbraio 2014.

In sintesi, indichiamo le modifiche apportate dalla Legge n.147/2013:

In pillole

La presentazione del reclamo è condizione di procedibilità e non più di ammissibilità del ricorso

La riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto impugnato sono sospesi ex lege in pendenza del procedimento di mediazione, a prescindere da una istanza di parte

Si applicano le disposizioni sui termini processuali

La mediazione produce effetti…

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