Il costo ammortizzato dei crediti commerciali derivanti dalla cessione di merci con dilazione di pagamento superiore a 12 mesi e con la previsione di interessi attivi espliciti

di Giancarlo Modolo

Pubblicato il 13 marzo 2017

Il caso di un credito commerciale di durata superiore ai 12 mesi: la valutazione in bilancio col nuovo principio del costo ammortizzato ed un esempio delle conseguenti scritture contabili

Commercialista_Telematico_Post_bancheCon il D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 139, è stata data attuazione alla Direttiva Comunitaria 2013/34/UE del 26 giugno 2013 in materia di bilancio d’esercizio, apportando particolari e rilevanti variazioni in tema di bilancio d’esercizio e di bilancio consolidato, oltre a innovare sia le modalità di redazione.

Tra le modifiche apportate si ritiene opportuno porre in rilievo:

  • la riformulazione dell’art. 2426, comma 1, n. 8), del codice civile, stabilendo che “i crediti e i debiti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale e, per quanto riguarda i crediti, del valore di presumibile realizzo”;

  • la regola procedurale dell’attualizzazione che si integra e completa le previsioni riguardanti il costo ammortizzato espressamente prevista dall’art. 2426, n. 8), del codice civile che in sede di rilevazione dei crediti e dei debiti stabilisce la necessità di tenere in considerazione il “fattore temporale”.

Per quanto attiene ai “crediti commerciali”, cioè al diritto ad esigere, ad una scadenza individuata o individuabile, ammontari fissi o determinabili di disponibilità liquide, o di beni e/o servizi aventi un valore equivalente, da clienti o da altri soggetti, come già puntualizzato nella circolare precedente, il principio contabile Oic n. 15, precisa che si deve intendere:

  • per attualizzazione, sotto il profilo finanziario, il processo che consente, tramite l’applicazione di un tasso di sconto, con il quale individuare il valore ad oggi di flussi finanziari che saranno incassati in una o p