L’applicazione del criterio del costo ammortizzato ai mutui con ammortamento a rata costante

Lo scorso anno nel bilancio d’esercizio si è affacciata una novità di rilievo per le società di capitali italiane, che riguardava la valutazione (salvo le deroghe concesse alle società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata o alle micro-imprese) di titoli immobilizzati, crediti e debiti di durata ultrannuale.
Il nuovo criterio fissa come punto di partenza il costo d’acquisto dei titoli o il valore nominale di crediti e debiti, ma successivamente tiene conto della differenza tra il tasso nominale e il tasso effettivo dell’operazione.

Ma qual è la definizione di costo ammortizzato?

Il costo ammortizzato, secondo il paragrafo 9 dello IAS 39, è: il valore a cui è misurata al momento della rilevazione iniziale l’attività o la passività finanziaria al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dell’ammortamento complessivo utilizzando il criterio dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore inziale e quello a scadenza, dedotta qualsiasi riduzione (ad es.accantonamenti) a seguito di riduzione di valore o di irrecuperabilità.

In pratica, l’applicazione del criterio del costo ammortizzato conduce ad una ripartizione nel tempo di interessi attivi e passivi e di ricavi ed oneri accessori della transazione basata sulla durata dello strumento finanziario.

La ripartizione temporale secondo il diverso criterio del “costo ammortizzato” inciderà (come vedremo attraverso l’apposito esempio sul dato per “interessi passivi” che confluirà nel Conto Economico, determinando un risultato economico d’esercizio diverso da quello che si otterrebbe applicando il tasso nominale.
Di qui l’importanza di una corretta applicazione del criterio che potrebbe condurre, in presenza di consistenti finanziamenti esterni fruttiferi e quindi in presenza di importi considerevoli di interessi passivi, ad un possibile falso in bilancio del quale gli amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere ex art. 2392 del Codice Civile.

I SOGGETTI ESONERATI

Sono esonerate dall’obbligo di applicazione del criterio del costo ammortizzato le società che possono redigere:
• il bilancio d’esercizio in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2435-bis del codice civile;
• le società considerate micro-imprese che possono redigere il bilancio “supersemplificato” ai sensi dell’art. 2435-ter del codice civile.

Queste società potranno continuare a valutare i titoli immobilizzati al costo d’acquisto, i crediti al presumibile valore di realizzazione e i debiti al valore nominale.

Continua a leggere nel PDF qui sotto l’articolo sul costo ammortizzato e i mutui —>

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