Accertamento anticipato urgente per decadenza: l’interesse pubblico non prevale?

Con l’ordinanza n. 1013 del 17 gennaio 2017, la Corte di Cassazione ha ritenuto irrilevante che la ragione sostanziale giustificante il mancato rispetto dell’art. 12, c. 7, della legge n. 212/2000, risiedesse nel fatto che le operazioni di verifica si erano chiuse soltanto l’11 dicembre 2012, che diversamente avrebbero determinato la decadenza del termine per l’accertamento (veniva altresì precisato dalle Entrate che “la durata delle indagini ispettive fiscali erano dipese dalla loro complessità anche in quanto intersecanti quelle penali e che comunque tale durata non le era imputabile, appunto perché riferibile all’attività istruttoria di un diverso organo dell’amministrazione finanziaria”).
Per la Corte, “correttamente la CTR ha svalizzato tali argomenti, poiché riguardano fatti interni all’amministrazione finanziaria stessa, dovendosi anche tenere conto del fatto che nel caso di specie il termine decadenziale è raddoppiato trattandosi di illeciti fiscali anche penalmente rilevanti”.
Breve nota
Se sull’accertamento anticipato1 urgente la Corte di Cassazione è più volte intervenuta, è indubbio che la sentenza che si annota appare meritevole di attenzione poiché confermativa di un orientamento che impone al giudice di merito di valutare le effettive ragioni d’urgenza, che nel caso di specie attengono sostanzialmente all’annualità in decadenza.
Annotiamo, quindi, le pronunce più interessanti della Corte di Cassazione sull’urgenza, che possono costituire un punto di riferimento sulla questione

Sentenza n. 20769/2013: “la notifica dell’avviso di accertamento … prima dello spirare del termine di sessanta giorni dalla chiusura della verifica, … era stata giustificata dall’Ufficio con l’esigenza di evitare la decadenza dal potere di accertare eventuali violazioni da parte del contribuente… E non può revocarsi in dubbio che siffatta ratio di evitare la decadenza dal potere impositivo in parola – in quanto si iscrive nell’esigenza di carattere pubblicistico, connessa all’efficiente esercizio della potestà amministrativa nel fondamentale settore delle entrate tributarie (art. 97 Cost.), positivamente e congruamente vagliata, nella specie, dalla CTR – ben può giustificare la notifica dell’avviso di accertamento prima del decorso del predetto termine di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 1 (Cass. 11944/12)”;

Sentenza n. 27911/2013: la particolare ragione di urgenza ai fini dell’emissione dell’accertamento prima della scadenza del termine dei 60 giorni è stata giustificata dalla presenza di gravi indizi di evasione (inesistenza della ditta individuale; “esistenza di misure di sicurezza a carico del X dei suoi familiari”; valorizzazione dell’inesistenza reale ed effettiva – quale centro di imputazione fiscale – del soggetto interposto, il quale costituiva uno degli elementi decisivi per garantire il comportamento frodatorio dei soggetti coinvolti nella società di fatto costituiva spia della necessità di attivare immediatamente la pretesa fiscale). “Ed infatti, proprio la particolare situazione accertata dai verbalizzanti, correlata ad una rete di soggetti che, attraverso l’utilizzo dello schema delle c.d. società cartiere, realizzavano un meccanismo volto ad impedire la riscossione dell’imposta da parte del soggetto – nel caso di specie la ditta M. – che ometteva il versamento dell’IVA, emettendo fatture per le quali non riscuoteva l’imposta che, invece, le altre società partecipi della frode portavano in detrazione, giustificava l’esistenza di una particolare urgenza all’adozione dell’avviso di accertamento con specifico riferimento alle circostanze di fatto evidenziate, alla cui stregua risultava l’impossibilità di rinviare l’emanazione dell’atto, proprio per impedire il protrarsi del meccanismo e per garantire la salvaguardia degli interessi erariali, gravemente pregiudicati dall’intreccio di operazioni riscontrate”.

Sentenza n. 2587/…

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