Ritenuta non operata dal sostituto: è possibile il ravvedimento? Quali le conseguenze?

Pubblicato il 10 febbraio 2017

può capitare che nell’effettuare un pagamento per il quale andrebbe operata la ritenuta, erroneamente venga corrisposta al percipiente l’intera somma, ossia che la ritenuta non venga effettuata: come viene sanzionato tale comportamento (che è diverso dall'omesso versamento della ritenuta operata)? Esistono delle possibilità di ravvedimento operoso? Sono convenienti per chi non ha adempiuto all'obbligo di operare la ritenuta?

faq-ctPuò capitare che nell’effettuare un pagamento per il quale andrebbe operata la ritenuta, erroneamente venga corrisposta al percipiente l’intera somma, ossia che la ritenuta non venga effettuata.

Ci si pone quindi il problema delle possibili conseguenze e degli eventuali rimedi, se esistenti.

Per inquadrare il problema e comprenderne la portata è opportuno aver chiaro il concetto di ritenuta, di sostituzione d’imposta, e degli obblighi procedimentali conseguenti.

Perché si effettua la ritenuta?

L’istituto della “sostituzione d’imposta” è previsto dal primo comma dell’art 64 del DPR 600/73 che dispone:

Chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto, deve esercitare la rivalsa se non è diversamente stabilito in modo espresso.

Il “sostituto d’imposta” è quindi un soggetto che:

  • In forza di disposizioni di legge (le disposizioni che si trovano nel Titolo III dello stesso DPR 600/73);

  • è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri (le cosiddette ritenute che dovrà poi versare);

  • per fatti o situazioni a questi (gli altri) riferibili (le imposte non si riferiscono a presupposti impositivi del sostituto, ma a presupposti impositivi realizzati dagli altri – cd. sostituiti)

  • deve esercitare la rivalsa (ossia deve operare materialmente la ritenuta)

I casi in cui la ritenuta deve essere effettuata sono disciplinati nel Titolo III del DPR 600, intitolato “Ritenute alla fonte”, dall’art 23 sino all’art 30.

Ma in che consiste in concreto la “ritenuta”?

Come si può comprendere dal significato letterale del termine, consiste nel trattenere qualcosa: ritenuta è il participio passato di ritenere (nell’accezione di trattenere).

Ossia consiste in un obbligo di “non fare. Nell’obbligo, cioè, al momento del pagamento di un’obbligazione rientrante nei casi del Titolo III, di non corrispondere l’intera somma al beneficiario, ma di trattenerne una parte (nella misura indicata dalla norma), che dovrà essere successivamente versata all’erario.

Due sono, pertanto i momenti rilevanti: quello della corresponsione dell’importo n