Gli adempimenti per il passaggio dalla contabilità semplificata alla contabilità ordinaria

Generalità
Nel mentre si discute delle varie opzioni possibili per il nuovo regime di contabilità semplificata per cassa previsto dal nuovo art. 18 del DPR 600/73, si introduce l’imposta sul reddito d’impresa (in sigla IRI), con aliquota fissa del 24% sugli utili trattenuti presso l’impresa, rivolta agli imprenditori individuali ed alle società in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, previa opzione in tal senso.

Legge di Bilancio 2017
Con la legge 232/2016 (più nota come Legge di Bilancio 2017), si dà il via ad nuova flat tax opzionale per le imprese Irpef. Dal 1° gennaio 2017, il nuovo articolo 55-bis del T.U.I.R., prevede un regime opzionale di tassazione separata con aliquota 24% degli utili delle imprese Irpef in contabilità ordinaria.

Gli utili distribuiti
Gli utili distribuiti ai soci verranno tassati nel modello Unico e la società potrà sottrarre il relativo importo dall’imponibile.

Opzione “a consuntivo”
L’opzione per la nuova flat tax delle imprese individuali e delle società di persone, sarà fatta “a consuntivo”. Il regime opzionale per il reddito di impresa dei soggetti Irpef in contabilità ordinaria, previsto dal 2017, comporterà l’assoggettamento ad un imposta del 24% degli utili che rimangono in azienda

Una misura che favorisce l’autofinanziamento

 
Si tratta, di una misura fiscale che mira ad assicurare una detassazione per gli utili non distribuiti, quindi di una misura volta a favorire l’autofinanziamento delle imprese.

Modello fiscale in cui operare la scelta
I contribuenti potranno esercitare la scelta, che avrà un vincolo di 5 anni, a posteriori, nel modello di dichiarazione riferito all’anno da cui decorre il regime (per il 2017 nel modello Unico Persone Fisiche o Unico Societa’ Di Persone 2018).

Procedura da osservare
Le modalità formali di accesso al regime di contabilità ordinaria sono state ridisegnate con il D.P.R. 126/2003, rubricato (Regolamento per la razionalizzazione e la semplificazione di adempimenti tributari in materia di imposte sui redditi, di IVA, di scritture contabili e di trasmissione telematica) che all’art. 1, intitolato: Prospetto delle attività e passività, così recita: Nei casi di passaggio dal regime di contabilità semplificata a quello di contabilità ordinaria, le attività e le passività esistenti all’inizio del periodo di imposta sono valutate con i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1974, n. 689, e riportate sul libro degli inventari o su apposito prospetto da redigere entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta precedente.

Il problema della raccolta delle informazioni patrimoniali
La necessità di predisposizione di un inventario iniziale che riporti:

·         immobilizzazioni

·         crediti

·         magazzino

·         liquidità

·         fondi di accantonamento,

·         debiti per TFRL

·         altri debiti

·         ratei e risconti

·         patrimonio netto

pone il problema di stabilire con quali valori di carico, le attività e le passività dell’inventario iniziale vanno assunti. In soccorso, giunge il D.P.R. 23/12/1974 n. 689 che fissa i criteri di valutazione ed iscrizione delle poste patrimoniali nel prospetto delle attività e passività da redigere.

Una lista di controllo dei valori da iscrivere nel prospetto delle attività e passività
Il DPR 689/1974 (che potrebbe porre dei problemi nella correlazione con le valutazione indicate dal TUIR) prevede voce per voce di bilancio come a quale valore iscrivere le singole partite secondo questi criteri:

 

·         IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI: vanno iscritti al costo fiscale riconosciuto ai fini delle imposte dirette con esclusione dei …

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