Rottamazione dei ruoli: il problema delle rateazioni

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 17 dicembre 2016

uno degli aspetti che più il contribuente deve approfondire prima di scegliere la "rottamazione" è quello in cui vi è già in corso una rateazione con Equitalia: occore valutare bene la scelta e quale comportamento tenere; vediamo anche quali sono i punti oscuri della normativa...

comm.tel-rottamaz.cartelleLa Legge n. 225, di conversione del DL 193/2016, ci ha consegnato il testo definitivo dell’articolo 6 che disciplina la sanatoria dei carichi affidati al concessionario della riscossione tra il 2000 e il 2016.

L’impianto normativo da una prima lettura impone un attento esame delle mosse che deve porre in essere il contribuente che intende presentare la domanda ma che non è sicuro della copertura finanziaria degli importi che dovrà corrispondere per ottenere il perfezionamento della sanatoria.

Il comma 4 dell’articolo 6 del DL 193/2016 prevede, infatti, che, in caso di mancato ovvero insufficiente versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è dilazionato il pagamento delle somme dovute in sanatoria, la definizione non produce effetti e quindi si ha per non avvenuta. In tal caso i versamenti eventualmente effettuati non estinguono il debito il residuo, debito che non può essere più rateizzato ai sensi dell’articolo 19 del DPR 602/73 ma vengono considerati acconti.

Necessario, quindi, che il debitore faccia bene i suoi calcoli per evitare di trovarsi nell’assurda situazione di dover far fronte all’intero carico affidato al concessionario della riscossione in un’unica soluzione e senza possibilità di rateazione.

LE CONSIDERAZIONI PRELIMINARI – LA SANATORIA IN SINTESI

L’articolo 6 del D.L. 193/2016 prevede che, il debitore possa sanare i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 pagando unicamente:

  • Le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;

  • Le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio calcolato sulle somme dovute e di cui al precedente punto (l’aggio quindi in sede di definizione dovrà essere ricalcolato perché dovrà essere commisurato unicamente sulle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi);

  • Le somme dovute a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

Il pagamento delle suddette somme, potrà essere dilazionato fino a 5 rate sulle quali sono dovuti gli interessi a decorrere dal 1° agosto 2017.

A prescindere dalla rateazione scelta, il 70% delle somme dovute dovrà essere corrisposto nell’anno 2017 e il restante 30% nell’anno 2018.

Formulata la domanda da parte del contribuente entro il termine del 31 marzo 2017, nell’ambito della quale si dovranno indicare analiticamente i carichi per i quali si “intende” fruire della definizione, il numero delle rate e la rinuncia ad eventuali giudizi pendenti, la palla passa al concessionario che, entro il termine del 31 maggio 2017 dovrà fornire i conti al contribuente e le somme dovute ripartite nel numero di rate scelte dal contribuente.

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Per l’anno 2017, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre;

Per l’anno 2018 la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di aprile e settembre.

In ogni caso l’AdR dovrà mettere a disposizione i dati necessari per individuare i carichi definibili direttamente presso i propri sportelli