Rottamazione dei ruoli: il problema delle rateazioni

La Legge n. 225, di conversione del DL 193/2016, ci ha consegnato il testo definitivo dell’articolo 6 che disciplina la sanatoria dei carichi affidati al concessionario della riscossione tra il 2000 e il 2016.
L’impianto normativo da una prima lettura impone un attento esame delle mosse che deve porre in essere il contribuente che intende presentare la domanda ma che non è sicuro della copertura finanziaria degli importi che dovrà corrispondere per ottenere il perfezionamento della sanatoria.
Il comma 4 dell’articolo 6 del DL 193/2016 prevede, infatti, che, in caso di mancato ovvero insufficiente versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è dilazionato il pagamento delle somme dovute in sanatoria, la definizione non produce effetti e quindi si ha per non avvenuta. In tal caso i versamenti eventualmente effettuati non estinguono il debito il residuo, debito che non può essere più rateizzato ai sensi dell’articolo 19 del DPR 602/73 ma vengono considerati acconti.
Necessario, quindi, che il debitore faccia bene i suoi calcoli per evitare di trovarsi nell’assurda situazione di dover far fronte all’intero carico affidato al concessionario della riscossione in un’unica soluzione e senza possibilità di rateazione.
LE CONSIDERAZIONI PRELIMINARI – LA SANATORIA IN SINTESI
L’articolo 6 del D.L. 193/2016 prevede che, il debitore possa sanare i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 pagando unicamente:

Le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;

Le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio calcolato sulle somme dovute e di cui al precedente punto (l’aggio quindi in sede di definizione dovrà essere ricalcolato perché dovrà essere commisurato unicamente sulle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi);

Le somme dovute a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

Il pagamento delle suddette somme, potrà essere dilazionato fino a 5 rate sulle quali sono dovuti gli interessi a decorrere dal 1° agosto 2017.
A prescindere dalla rateazione scelta, il 70% delle somme dovute dovrà essere corrisposto nell’anno 2017 e il restante 30% nell’anno 2018.
Formulata la domanda da parte del contribuente entro il termine del 31 marzo 2017, nell’ambito della quale si dovranno indicare analiticamente i carichi per i quali si “intende” fruire della definizione, il numero delle rate e la rinuncia ad eventuali giudizi pendenti, la palla passa al concessionario che, entro il termine del 31 maggio 2017 dovrà fornire i conti al contribuente e le somme dovute ripartite nel numero di rate scelte dal contribuente.
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Per l’anno 2017, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre;
Per l’anno 2018 la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di aprile e settembre.
In ogni caso l’AdR dovrà mettere a disposizione i dati necessari per individuare i carichi definibili direttamente presso i propri sportelli o via web nell’area riservata del proprio sito internet istituzionale.
Entro il 28 febbraio 2017 l’AdR dovrà fornire anche i dati relativi ai carici affidati nell’anno 2016 per i quali alla data del 31 dicembre 2016 non risulta ancora notificata la cartella o l’informazione relativa alla presa in carico delle somme richieste mediante atto di accertamento (art. 28 c. 1 lett. b) del DLR 78/2010). Ciò significa che tali debiti potranno essere oggetto di sanatoria.
QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
Per comprendere bene le strategie adottabili in sede di sanatoria, il debitore deve tenere ben presente quali sono gli effetti derivanti delle varie attività che lo stesso può ed è tenuto a porre in essere.
Ai sensi del comma 5 dell’articolo 6 del…

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