Gli effetti della perdita della contabilità

di Isabella Buscema

Pubblicato il 21 dicembre 2016

ai fini IVA, in caso di perdita incolpevole della documentazione contabile il contribuente può ricorrere alla prova per testimoni o per presunzioni per ricostruire la documentazione non più disponibile?

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In tema di IVA, la deducibilità dell'imposta pagata dal contribuente per l'acquisizione di beni o servizi inerenti all'esercizio dell'impresa è subordinata, in caso di contestazione da parte dell'Ufficio, alla relativa prova, che dev'essere fornita dallo stesso contribuente mediante la produzione delle fatture e del registro in cui vanno annotate; nel caso in cui il contribuente dimostri di trovarsi nell'incolpevole impossibilità di produrre tali documenti (nella specie, a causa di furto) e di non essere neppure in grado di acquisire copia delle fatture presso i fornitori dei beni o dei servizi, trova applicazione la regola generale prevista dall'art. 2724 c.c., n. 3, secondo cui la perdita incolpevole del documento occorrente alla parte per attestare una circostanza a lei favorevole non costituisce motivo di esenzione dall'onere della prova, né trasferisce lo stesso a carico dell'Ufficio, ma autorizza soltanto il ricorso alla prova per testimoni o per presunzioni, in deroga ai limiti per essa stabiliti. In ipotesi di perdita incolpevole della documentazione contabile da utilizzare a prova contraria, il contribuente può ricorrere ai più ampi poteri istruttori consentiti dall’art. 2724,c. 1 n. 3, c.c..

Tale assunto è stato precisato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 19543 del 30 settembre 2016.

Vicenda

Il giudice del gravame ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza del giudice di prima istanza che aveva accolto il ricorso proposto dal contribuente, esercente attività edile, avverso un avviso di accertamento con il quale il fisco, sulla scorta delle risultanze di indagini bancarie compendiate in un p.v.c. redatto dalla Guardia di Finanza, aveva recuperato a tassazione costi ritenuti non deducibili ed aveva accertato un maggior volume di affari ai fini IVA relativamente all’anno di imposta 1996. Secondo tale giudice