In quali casi va pagato il diritto annuale alla Camera di Commercio?

di Davide Di Giacomo

Pubblicato il 3 novembre 2016

il pagamento del diritto annuale è sempre un adempimento poco gradito dalle imprese; il pagamento è dovuto dalle società in ragione dell’iscrizione al Registro delle imprese e non dall’esercizio effettivo dell’attività
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Il pagamento del diritto camerale è dovuto dalla società in ragione dell’iscrizione al Registro delle imprese e non dall’esercizio effettivo dell’attività.

La cessazione dell’obbligo del pagamento di tale diritto per le società consegue solo alla presentazione dell’istanza di cancellazione dal Registro delle imprese da effettuarsi entro il 30 gennaio dell’anno successivo all’approvazione del bilancio finale di liquidazione, ai sensi dell’art. 4

del D.M. 359 del 2001 concernente i soggetti non obbligati

Si prende spunto da una recente sentenza della CTP di Rieti (n. 360/01/2016) per soffermarci sulla natura giuridica e la corretta applicazione del diritto camerale al fine della tassabilità.

Natura giuridica

Il diritto camerale annuale, entrata di natura tributaria e non di "tributo locale", è dovuto alla Camera di commercio nella cui circoscrizione territoriale è iscritta o annotata la sede principale dell’impresa unitamente alle eventuali sedi secondarie e sedi locali. Le aziende e/o imprese che hanno sedi locali o secondarie versano tale tributo alle Camere di commercio competenti per territorio. La relativa giurisdizione appartiene, quindi, al giudice tributario.

Le imprese iscritte o annotate nel Registro delle i