Alcune valutazioni sul principio di inerenza

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 25 novembre 2016

partendo dal caso di un agente di commercio che acquista un immobile ad uso promiscuo abitazione-ufficio, analizziamo i principi generali dell'inerenza (facendo riferimento diretto al TUIR) per quanto riguarda l'imputazione di costi che possono essere portati a diminuzione del reddito d'impresa

scontrino-fiscale-storiaLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11353 del 31.05.2016, è tornata sulle modalità di applicazione del principio di inerenza di cui all’art. 109 del Tuir.

Nel caso di specie, un contribuente, agente di commercio, aveva acquistato una unità immobiliare, composta da due locali adiacenti con destinazione commerciale-direzionale, versando un primo acconto per il quale la società promittente venditrice aveva emesso fattura.

Nel 1991 il citato contribuente versò il successivo acconto, anch'esso fatturato, cui seguì l'atto di compravendita.

Venne quindi emesso avviso di accertamento nei confronti del contribuente per indebita detrazione dell'IVA relativamente all'anno 1990 per difetto di inerenza fra l'acquisto e l'attività esercitata.

Il ricorso del contribuente venne poi accolto dalla Commissione Tributaria di primo grado, mentre l'appello dell'Ufficio venne accolto dalla Commissione Tributaria di secondo grado.

Infine la Commissione Tributaria Centrale rigettò il ricorso del contribuente, ritenendo che il requisito dell'inerenza deve "essere identificato in un rapporto di strumentalità con l'impresa in concreto esercitata al momento della detrazione (sebbene poi la norma non ponga alcun termine alla effettiva destinazione) e non in un generico rapporto astrattamente identificabile con un qualsiasi altro settore di attività, anche se sempre definibile di natura commerciale ... inerente non può essere se non un rapporto tra due utilizzazioni, una possibile (quella del bene acquistato) e l'altra certa (quella in concreto esercitata). Altrimenti non è possibile affermare un rapporto di inerenza, ma solo al più di appartenenza ad un medesimo genere (es. attività commerciale) concetto affatto diverso da quello di inerenza...”.

Nella fattispecie dunque, secondo la Commissione Centrale, i due immobili acquistati. Erano stati dati sin dall'inizio in locazione a terzi ritraendone il contribuente una rendita che sicuramente non aveva alcun rapporto di inerenza con l'attività in concreto esercitata (intermediazione e rappresentanza di commercio).

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