Commissioni di compravendita Bitcoin: esenti IVA, rilevanti ai fini IRES e IRAP

di Maria Benedetto

Pubblicato il 9 ottobre 2016

L'utilizzo di monete virtuali sta diventando sempre più normale; il Fisco ha pertanto prodotto una circolare che possa guidare gli utenti alla corretta liquidazione delle imposte dirette e indirette per chi converte i bitcoin o altre monete in maniera professionale.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le prestazioni di servizi relativi alla negoziazione di monete virtuali, effettuate nell’ambito di un’attività di intermediazione svolta in modo professionale e abituale, costituiscono operazioni esenti ai fini IVA, e sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi.

Per i clienti persone fisiche, invece, che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività di impresa, si tratta di operazioni a pronti che non generano redditi imponibili perché manca la finalità speculativa. La medesima attività richiede il rispetto degli obblighi in materia di antiriciclaggio (Risoluzione 2 settembre 2016, n. 72/E).

 

Premessa: AdE e Bitcoin

valuta tradizionale e valuta virtuale

L’Agenzia delle Entrate si è pronunciata sul trattamento fiscale della moneta virtuale ed in particolare su bitcoin:

  • ammettendone l’uso come mezzo di pagamento non speculativo tra soggetti che ne accettano il valore;
  • rendendo l’operazione di cambio esente ai fini IVA per l’exchange;
  • ribadendo l’imponibilità ai fini IRES e IRAP del reddito derivante dalle operazioni di cambio per l’exchange;
  • rilevando che non vi è nessun adempimento come sostituto di imposta, poiché l’acquisto e vendita a pronti non ha fine speculativo;
  • facendo rientrare nella normativa anti – riciclaggio l’exchange.

 

 

La moneta virtuale: i Bitcoin

L’utilizzo della moneta virtuale, ed in particolare dei bitcoin, si è andato consolidan