Bitcoin: come funzionano, problematiche fiscali e antiriciclaggio

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 27 gennaio 2017

I Bitcoin sono una moneta virtuale che svolge di fatto la propria funzione (pur non essendo riconosciuta ufficialmente da nessuno Stato), permettendo lo scambio di beni e servizi tramite pagamento con questa valuta; l'utilizzo dei bitcoin pone diversi problemi perché sono scambiati su un mercato virtuale non regolamentato né vigilato, approfondiamo gli aspetti fiscali e antiriciclaggio.

Il Bitcoin, la moneta virtuale utilizzata per transazioni online, concepita (da un individuo noto solo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto) nel 2008 ed introdotta nel 2009, non offre chiarezza nella tracciabilità e, come già sottolineato anche dal rapporto 2013 della UIF, l’Unità di informazione finanziaria di Banca d’Italia, può essere strumento per riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo e delle mafie e per traffici illeciti.

In particolare, infatti, in caso di trasferimento di Bitcoin non c’è garanzia di poter individuare l'identità reale delle persone coinvolte nelle operazioni e, soprattutto, del nuovo proprietario, identificato solo da un codice numerico.

 

Ma perché esiste Bitcoin e a che cosa serve? E soprattutto chi ne può approfittare?

Due gruppi che hanno un forte interesse in questa moneta sono senz’altro gli speculatori e chi ricicla denaro.

Gli speculatori cercano di trovare strategie di investimento, più o meno sofisticate, per trarne profitto.
Chi vuole riciclare denaro trova invece in Bitcoin lo strumento ideale, potendo usufruire della sua non tracciabilità, poiché le transazioni sono criptate e non è possibile monitorare né verificare l’identità di chi compra e vende.

 

criptovalute in bilancioE’ probabile, peraltro, che anche questa moneta sia destinata ad essere soppiantata da altri modelli più sofisticati (alla fine si tratta di algoritmi matematici in continua evoluzione).

Come già successo, per esempio, nel caso dei Linden Dollars, quelli che si utilizzano nel mondo virtuale di Second Life.

Ma, a prescindere dal nome (negli ultimi anni sono nate anche la Litecoin, la Worldcoin, Namecoin, Hobonickels, Gridcoin, Fireflycoin, Zeusacoin), il concetto che interessa sono i margini di sicurezza delle criptovalute virtuali e in sostanza come poter tracciare le transazioni in moneta virtuale (considerato comunque che queste operazioni sono individuabili sul database condiviso del network e che l'aspetto crittografico della transazione dovrebbe essere la sola firma digitale).

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