Gli effetti del giudicato vincolano il curatore

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 10 ottobre 2016

sono tanti i dubbi che assillano i professionisti che assumono l'incarico di curatore in merito alla gestione del contenzioso fiscale: ricordiamo che il giudicato rappresenta un vincolo ineludibile per il curatore. Il caso analizzato parte da un contenzioso di una procedura fallimentare, che si era già conclusa con concordato fallimentare

giudiceLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8557 del 29.4.2016, ha chiarito quali sono, anche dopo la fine dell’incarico, i possibili effetti del giudicato nei confronti del curatore.

Nel caso di specie la controversia concerneva l'impugnazione di un'ingiunzione fiscale, con la quale il Comune, in relazione alla definitività di atti d'accertamento per omessa dichiarazione ICI e omesso pagamento della relativa tassa, intimava l'adempimento del dovuto al curatore di una procedura fallimentare, che si era già conclusa con concordato fallimentare.

L'intimato si difendeva evidenziando come il Comune avrebbe dovuto in realtà rivolgere le proprie pretese fiscali al legale rappresentante della società tornata in bonis e non al curatore, che, già al momento della notifica degli originari atti d'accertamento, era cessato dalla carica.

La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso.

Il Comune proponeva allora appello, evidenziando come gli atti d'accertamento non erano stati impugnati nei termini e pertanto il successivo ruolo poteva essere impugnato solo per vizi propri, senza possibilità di far valere censure relative all'atto prodromico e, quindi, afferenti la pretesa impositiva.

Nel merito, il Comune evidenziava comunque l'insussistenza del difetto di legittimazione passiva, in quanto il curatore, pur se decaduto dalla carica in data anteriore alla notifica dell'avviso d'accertamento, conservava le proprie responsabilità fiscali per il periodo d'imposta nel quale rivestiva detta carica, ai sensi dell'art. 10 c. 6 del dlgs. n. 504 del 1992 (lasciando così intendere che l’omessa dichiarazione a cui gli avvisi facevano riferimento riguardava periodi di imposta ricadenti nel periodo di fallimento)