Il falso valutativo in bilancio resta reato per le Sezioni Unite

di Enrico Larocca

Pubblicato il 6 settembre 2016

il tema del falso valutativo in bilancio è molto sentito dagli operatori: analizziamone le problematiche...
SEDE CONSOB TARGA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA'E LA BORSA

Premessa

Il tema del falso valutativo in bilancio ha nella prima parte dell’anno 2016, in particolare durante a campagna bilanci 2016, arricchito un consistente dibattito, che ha visto contrapposte due tesi: una a favore della rilevanza penale del falso valutativo e l’altra contraria alla rilevanza penale dello stesso. Il punto di partenza dell’analisi è la modifica apportata all’art. 2621 del codice civile rubricato «False comunicazioni sociali» dalla legge n. 69 del 27 maggio 2015. Il legislatore, con la nuova norma, ha modificato la disciplina penale relativa alle false comunicazioni sociali (c.d. “falso in bilancio”), intervenendo sulle disposizioni frutto della precedente riforma di cui al D.Lgs. n. 61 dell’11 aprile 2002, disciplinante gli illeciti penali e amministrativi delle società commerciali. Con particolare riferimento alle false comunicazioni sociali nelle società non quotate l’art. 9, comma 1, della legge di riforma, prevede ora la pena della reclusione da uno a cinque anni per “gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori” che, con dolo specifico al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o in altre comunicazioni previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, consapevolmenteespongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero”, ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, “in modo concretamente idoneo ad indurre altri