Ricerca e sviluppo: valgono anche i contratti di somministrazione di lavoro

Con la risposta a un’istanza d’interpello, veicolato nella risoluzione n. 55/E del 19 luglio 2016 , l’Agenzia delle Entrate, con riferimento al credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, dà il via libera anche alle spese sostenute per i contratti di somministrazione di lavoro relativi a personale altamente qualificato.
Le modifiche introdotte dalla legge di Stabilità 2015: cenni
I commi 35 e 36, dell’articolo 1, della legge 190/2014 (legge di Stabilità 2015) modificano la disciplina del credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo. Le principali modifiche riguardano:

l’aliquota dell’agevolazione è ridotta dal 50% al 25% – l’aliquota resta al 50% per le spese relative al personale altamente qualificato impiegato in attività di ricerca e sviluppo e per i contratti di ricerca con università ed enti di ricerca e start-up innovative;

l’importo massimo per impresa è aumentato da 2,5 milioni a 5 milioni di euro per impresa;

la soglia minima di investimenti agevolabili è ridotta da 50mila a 30mila euro;

per poter beneficiare del credito d’imposta, gli investimenti devono essere effettuati dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019;

non è previsto un limite di fatturato delle imprese;

non sono contemplate le spese relative alla creazione di nuovi brevetti;

per la fruizione del credito d’imposta non si applica il generale limite annuale di 250.000 euro;

è eliminata la procedura di istanza telematica per usufruire del credito d’imposta;

è eliminato il riferimento al limite massimo di stanziamento di euro 600 milioni per il triennio 2014-2016;

la copertura non si avvale dei fondi strutturali comunitari ma è prevista dall’abrogazione delle agevolazioni per i vigenti crediti d’imposta per i lavoratori altamente qualificati e per la concessione di un credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, che sono conseguentemente assorbiti dal credito d’imposta in esame.

Il comma 35, dell’articolo 1, della legge di Stabilità 2015 , in particolare, sostituisce l’articolo 3 del decreto-legge n. 145 del 2013.
I commi 1 – 3 del nuovo articolo 3 riconoscono, per gli anni 2015-2019, a tutte le imprese (senza limiti di fatturato) che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo un credito d’imposta pari al 25% delle spese incrementali sostenute rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.
Destinatari dell’agevolazione sono tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato. Non è stata riprodotta la disposizione che includeva tra i destinatari anche i consorzi e le reti di impresa che effettuano le attività di ricerca, sviluppo e innovazione.
Per le imprese in attività da meno di tre periodi di imposta, la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale è quella risultante dagli investimenti realizzati nel periodo decorrente dalla costituzione delle stesse .
Il credito d’imposta spetta fino a un importo massimo annuale di euro 5 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 30 mila (la norma precedente specificava: “in ciascuno dei periodi d’imposta”).
Il quesito
Una società avvalendosi dell’istituto dell’interpello faceva presente di svolgere attività di “progettazione, sviluppo e costruzione di autoveicoli stradali e da competizione”, e dichiarava di avere avviato, nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, progetti di ricerca e sviluppo in relazione ai …

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