Diario quotidiano dell'8 agosto 2016: anche i consulenti possono essere coinvolti nella bancarotta documentale

Indice:

1) Navette degli hotel: deduzione Iva e costi subiscono la deduzione limitata

2) L’accertamento fiscale sulla base del redditometro è illegittimo e quindi nullo

3) Gli ammortamenti andati in prescrizione non si toccano

4) Controlled Foreign Companies: a ridosso delle ferie arrivati i chiarimenti dalle Entrate

5) Le somme corrisposte dalle aziende per sponsorizzazione agli enti sportivi dilettantistici sono interamente deducibili nell’esercizio

6) Amministratori e loro consulenti coinvolti nella bancarotta documentale

7) L’impresa di soccorso stradale non può dedurre i costi del carburante con la fattura

8) Trasferimento della residenza nel territorio dello Stato: operazione di fusione per incorporazione

9) Entrate tributarie: 203,5 miliardi nel periodo gennaio-giugno 2016 (+4,3%)

10) SIA: rettifica INPS

11) Modello 770/2016 semplificato: le modalità di trasmissione nel parere dei CDL

12) Equity crowdfunding, documento Commercialisti – Consob

 

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1) Navette degli hotel: deduzione Iva e costi subiscono la deduzione limitata
Niente deduzione integrale per le navette utilizzate dagli alberghi. Per loro resta confermata la detrazione Iva del 40% e la deduzione dei costi in misura del 20%.
E’ questa la risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-09338 del 3 agosto 2016, in Commissione Finanze alla Camera, del Viceministro Casero.
Secondo cui il beneficio non è totale poiché i veicoli in questione non possono essere considerati beni strumentali.
Resta fermo in capo al soggetto passivo l’onere di provare l’uso esclusivo del veicolo nell’esercizio della propria attività.
Sulla base delle precedenti interpretazioni, il Viceministro si è limitato a precisare che resta fermo, in capo al soggetto passivo interessato, l’onere di provare l’uso esclusivo del veicolo nell’esercizio della propria attività, per cui, in relazione al suddetto caso, gli albergatori potranno detrarre integralmente l’imposta a condizione che forniscano prova dell’esclusiva utilizzazione degli automezzi nell’attività d’impresa. A questo punto, decisamente, cosa non facile.

 

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2) L’accertamento fiscale sulla base del redditometro è illegittimo e quindi nullo
L’accertamento fiscale sulla base del redditometro è illegittimo e quindi nullo. Lo afferma la Commissione Tributaria Provinciale di Catania, con la sentenza 473/13/16, che fa a pezzi sotto molteplici aspetti la procedura standardizzata.
Secondo tale interpretazione, il fisco non potrebbe notificare l’accertamento in quanto i decreti ministeriali di attuazione e disciplina del redditometro sarebbero illegittimi e nulli, non solo ma il redditometro violerebbe pure la privacy e sarebbe discriminatorio.
A questo punto sarà interessante sentire la decisione in appello e poi soprattutto quanto deciderà la Cassazione. Oppure attendere altre decisioni del giudice di merito.
Ritornando al caso di specie: I decreti ministeriali di attuazione e disciplina del redditometro sono illegittimi e nulli, poiché emanati in carenza di potere e difetto assoluto di attribuzione; essi si pongono al di fuori dei limiti individuati dalla normativa primaria (art. 38 del dpr 600/73) e dei suoi presupposti, nonché al di fuori della legalità costituzionale e comunitaria. La Ctp di Catania nella sentenza n. 473/13/16 critica il redditometro sotto molteplici aspetti, evidenziando la possibilità per il giudice tributario di disapplicare i decreti che regolano tale strumento, con conseguente nullità dell’atto impositivo basato sugli stessi. In particolare, la Ctp non è concorde col fatto che un’indagine fiscale così strutturata vada a sindacare delle tipologie di spese che attengono ad aspetti «delicatissimi» della vita privata, sfociando in un’azione troppo invasiva per la sfera privata dei cittadini: in siffatto modo, «l’Autorità esecutiva si autoattribuisce un …

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