Accertamento sintetico, obbligo di contraddittorio e prova contraria

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 13 luglio 2016

analizziamo quali sono le possibilità difensive di fronte ad un accertamento sintetico: il contribuente potrà utilizzare anche “argomentazioni logiche”, inoltre: l'obbligo di contraddittorio, la documentazione da produrre, il parere dell'Agenzia confrontato con le decisioni dei giudici di Cassazione

contraddittorio_immagineLa Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 3885 del 26.02.2016, è tornata sui presupposti di legittimità, anche temporali, dell’accertamento sintetico.

In particolare, nel caso di specie era stato rettificato, ex art. 38 del d.p.r. n.600 del 1973, ai fini Irpef, il reddito dichiarato per l'anno 2007 e la Commissione Tributaria Regionale della Campania, in accoglimento dell'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, aveva riformato la decisione di primo grado, che aveva annullato l'atto impositivo, in quanto emesso in assenza del preventivo contraddittorio.

Il Giudice di appello riteneva invece che la nuova norma del citato art. 38, come novellata dalla legge n.122/2010, non potesse essere applicata retroattivamente.

Nel merito rilevava poi che la documentazione allegata al ricorso fosse inidonea a superare la presunzione di cui al comma 4 dell'art. 38 del d.p.r. n.600/1973.

Il contribuente impugnava quindi la sentenza di secondo grado davanti alla Suprema Corte, eccependo in particolare, tra le altre, la violazione e falsa applicazione dell'art.38, commi 4 e 6 del d.p.r. 600173 (nella versione antecedente alla riforma operata dal d.l. n.7812010) e la violazione dei principi costituzionali del giusto procedimento (art.97), di uguaglianza (art.3), difesa (art.24) e capacità contributiva (art.53), oltre che la violazione del principio di cooperazione tra amministrazione finanziaria e contribuente (art.12, comma 7, della legge n. 212/2000).

Tali censure, tuttavia, secondo i giudici di legittimità, erano da considerarsi infondate.

La Cassazione, richiama infatti l’orientamento delle Sezioni Unite (sentenza n. 24823/2015), le quali, nell'affermare che, allo stato attuale della Legislazione, non sussiste nell'ordinamento tributario nazionale una clausola generale di contraddittorio endoprocedimentale, hanno individuato,