V@L n. 3 – Verifiche sul lavoro: come possiamo operare in caso di silenzio dell’amministrazione


val-banner-2Come mai INPS e altri organismi rispondono solo raramente ai ricorsi di aziende e cittadini?
Se lo scopo è avere finalmente più garanzie, è giusto iniziare a chiedersi se non è forse il caso che, oggi, cambino le regole. Per esempio, con la generalizzazione del cd. “silenzio assenso” e l’accoglimento dei ricorsi in caso di non-risposta.
Ma più garanzie servono anche nelle richieste di documentazione da parte degli ispettori: non bastano email, sms o whatsapp. Occorre la forma giusta.
Come la forma giusta occorre per fare sentire la propria “voce”, quando si estendono e inviano i ricorsi amministrativi. In tali casi qualche innocuo “trucco” può tornare utile.
Magari anche per fare capire agli Istituti di previdenza che sospendere correttamente un rapporto di lavoro –perché no? pure a seguito della richiesta dello stesso lavoratore- non è un delitto. E non deve costare caro all’azienda in contributi e sanzioni civili.
Non solo in tali ultimi casi, le aziende devono sempre prestare attenzione al proprio DURC. Perché, come dice il TU Sicurezza, si può compromettere anche l’operatività dell’azienda nel cantiere.
Studiamo, poi, insieme la legge e scopriamo che l’eventuale etero-organizzazione dei co.co.co. sopravvissuti non prevede sanzioni amministrative per illeciti formali.
Infine, gettiamo un’occhiata “facile” e per tutti su cosa è opportuno farsi nel caso in cui venga notificata un’ordinanza-ingiunzione.
Un altro modo per visualizzare semplicemente e senza timore il mondo dei controlli ispettivi sul lavoro.


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