Contraddittorio obbligatorio se ci sono dubbi, altrimenti la cartella esattoriale è nulla

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 7 aprile 2016

la cartella che nasce da un controllo formale è nulla se il Fisco in caso di 'rilevante incertezza' sui dati esposti in dichiarazione non attiva il contraddittorio preventivo con il contribuente

contraddittorio_immagineLa cartella è nulla se l’ufficio finanziario in caso di “rilevante incertezza” sui dati esposti in dichiarazione non attiva il contraddittorio preventivo con il contribuente.

Il principio è contenuto nella recente sent. n. 5394/2016 della Suprema Corte da cui emerge che l’invio della comunicazione bonaria ex art. 36-bis Dpr n. 60071973 è obbligatoria in tutti i casi “sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione”, come previsto dall’art. 6, c. 5, legge n. 212/2000.

E’ il caso di ricordare che la procedura disciplinata dall’art. 36-bis del Dpr n. 600/1973 prevede la notifica della cartella di pagamento a seguito di controllo c.d. automatico, e viene eseguita mediante preventivi controlli su dati e documenti esterni rispetto al contenuto cartolare della dichiarazione.

Tale disposizione prevede, infatti, al terzo comma che l’ufficio finanziario a seguito dei controlli automatici sulle dichiarazioni dei redditi e nel caso emerga un risultato diverso comunica al contribuente l’imposta o la maggiore imposta risultante. E’ stabilito, altresì, che lo stesso contribuente, a seguito della segnalazione, comunica, in contraddittorio con l’ufficio, se ci siano elementi non considerati o non valutati. Pertanto l’ufficio finanziario, se dai controlli emerge un risultato diverso da quello indicato nella dichiarazione, lo comunica al contribuente o al sostituto d'imposta per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali.

Tale notifica ex art. 36-bis Dpr 600/73 resta legittima anche nell’ipotesi che