Notifica per posta e assenza del destinatario: il termine per ricorrere parte 10 giorni dopo la data di giacenza

la notifica per posta si considera eseguita, attesa la mancata consegna del plico da parte dell’agente postale per assenza del destinatario, decorsi dieci giorni dalla data di rilascio dell’avviso di giacenza; pertanto il termine per proporre ricorso decorre dallo scadere dei decimo giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore

postino_immagineLa notifica a mezzo posta si considera eseguita, attesa la mancata consegna del plico da parte dell’agente postale per assenza del destinatario, decorsi dieci giorni dalla data di rilascio dell’avviso di giacenza.

Quanto precede è contenuto nella sent. n. 2047/2016 della Corte di Cassazione da cui emerge che il termine per proporre ricorso decorre dallo scadere dei dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore.

Notifica degli atti

La procedura di notifica degli atti tributari è disciplinata dagli articoli 137 e seguenti del Codice di procedura civile, come previsto dall’art. 16, c. 2, del D.Lgs. n. 546/1992, recante norme in materia di comunicazioni e notificazioni. Quest’ultima disposizione richiama l’art. 60, c. 1, lett. a, del Dpr n. 600/1973, secondo cui la notifica degli atti previsti per legge deve essere eseguita in virtù delle disposizioni contenute nel codice di procedura civile

La notifica può eseguirsi, oltre che a mezzo dell’ufficiale giudiziario, anche mediante il messo comunale o di messo speciale autorizzato dall’Amministrazione di appartenenza, che pone in essere la procedura di notifica le stesse forme attuate dall’ufficiale giudiziario.

Le parti processuali possono effettuare le notificazioni “direttamente a mezzo del servizio postale”, secondo quanto previsto dall’art. 14 legge n. 890/1982, come previsto dal disposto dell’art. 16, c. 3, del D.lgs. n. 546/1992.

Alternativamente alla procedura di notifica c.d. “brevi manu”, è possibile eseguire le notifiche mediante il servizio postale con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento. La notifica a mezzo del servizio postale, che trova ampia applicazione nel giudizio tributario, non si esaurisce con la spedizione dell’atto, bensì si perfeziona con la consegna del relativo plico da parte dell’agente postale al soggetto destinatario. L’avviso di ricevimento prescritto dall’art. 149 c.p.c. è il solo documento idoneo a provare sia l’intervenuta consegna, sia la data di essa, sia l’identità della persona a mani della quale è stata eseguita; è senza alcun valore la prova della data di spedizione della raccomandata risultante dall’avviso di ricevimento priva dell’attestazione dell’agente postale (Cass nn. 12932/2015 e 8865/2015).

L’art. 140 Cpc stabilisce, inoltre, che in caso di irreperibilità, incapacità o rifiuto da parte del destinatario dell’atto, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa comunale dove sarà eseguita la notifica e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento: in tal caso la notifica è valida se il soggetto che la esegue comprova l’avvenuta ricezione della raccomandata informativa al destinatario (1).

La normativa tributaria prevede che il ricorso deve essere depositato a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notifica dell’atto impugnato (art. 21 D.Lgs. n. 546/92) e per la costituzione in giudizio, il ricorrente deposita entro trenta giorni dalla proposizione, nella segreteria della Commissione, l’originale del ricorso notificato ex art. 137 c.p.c. o copia di quello spedito a mezzo del servizio postale unitamente a copia della ricevuta della spedizione effettuata a mezzo postale. Trattasi, quindi, di adempimenti richiesti per legge che ove non eseguiti determinano l’inammissibilità dell’atto.

Fattispecie

Nel caso in esame il contribuente ha ricevuto l’avviso di accertamento, ma in quanto assente ha ritirato l’atto oltre dieci giorni dopo la spedizione della raccomandata attestante l’avviso di giacenza presso l’ufficio postale. La CTR ha annullato l’atto impositivo, non accogliendo l’eccezione dell’ufficio circa la tardività del ricorso proposto dal contribuente e ritenendo che la data in cui lo stesso aveva ritirato il plico presso l’ufficio postale era la data a cui ancorare il dies a quo

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