E’ inesistente la notifica di avvisi e cartelle per posta privata

Abbiamo a disposizione un facsimile di ricorso per ricorrere conrtro la cartella notificata per posta raccomandata
L’avviso di ricevimento di una raccomandata postale costituisce atto pubblico, le cui attestazioni godono di fede privilegiata, non può essere esteso alle notificazioni eseguite tramite un servizio di posta privata. Il principio espresso più volte dai Giudici della Corte di Cassazione è costantemente ripreso dalla dominante giurisdizione di merito secondo cui è inesistente e non sanabile la notifica degli atti amministrativi impositivi ed di riscossione eseguita a mezzo delle poste private.
Ambito normativo
La finalità giuridica cui è rivolta la notificazione si concretizza nel portare nella sfera di disponibilità del destinatario un atto, con onore della prova dell’avvenuta consegna a carico del mittente.
La norma generale in materia di notificazione è l’articolo 60 del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 cui rinviano espressamente anche le disposizioni in materia di imposte indirette e di riscossione, che, a sua volta, rinvia alle norme contenute nel codice di procedura civile (articolo 137 e seguenti), seppure introducendo talune modifiche, ed espressamente escludendo l’applicabilità alle notifiche fiscali degli articoli 142, 143, 146, 150.
La notificazione può essere eseguita tramite servizio postale, a condizione che non esistano specifici divieti (art. 149 c.p.c.) e i relativi adempimenti sono regolati dalla legge n. 890 del 20 novembre 1982, che consente il ricorso all’ufficiale giudiziario, al messo comunale e ai messi speciali autorizzati dall’Amministrazione.
Nell’ambito del processo tributario una della forme di notificazione degli atti è disciplinata dell’articolo 16, comma 3, del D.lgs 31.12.1992, n. 546, mediante spedizione “diretta”, vale a dire, senza intermediazione di un ufficiale notificatore) dell’atto, a mezzo del servizio postale, in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento. “… In base al co. 5 dell’articolo 16, la notificazione eseguita a mezzo del servizio postale ‘si considera fatta nella data della spedizione’ (ovvero, nel giorno in cui il plico viene affidato al servizio postale, per il successivo inoltro e recapito al destinatario), mentre i termini che hanno inizio dalla notificazione “decorrono dalla data in cui l’atto è ricevuto…”1.
Si chiede dunque di indagare sulla valenza probatoria delle attestazioni contenute negli avvisi di ricevimento compilati in sede di “notificazione” di un atto, effettuata tramite raccomandata di un operatore postale privato, quando il notificante (Agente della riscossione) si è rivolto per la notifica direttamente all’agenzia privata2.
La posizione dei concessionari
Nell’interpretazione degli Agenti della riscossione la notifica degli atti impositivi da parte del Concessionario affidata ad agenzia privata non può considerarsi giuridicamente inesistente. Ciò per due ordini di ragioni: la prima, desunta da quanto disposto dagli artt. 1, c. 2, e 16, c. 3, del D.lgs. n. 546/92, nonché dal Regolamento di esecuzione del codice postale n. 655/82 e al D.M. 9/04/2001, secondo cui nel caso di raccomandata ordinaria cd. “bianca”, sottratta al regime della raccomandata di cui alla L. n. 890/92 è possibile la notifica a mezzo posta attraverso una agenzia privata; la seconda, valorizzando il contenuto degli artt. 156 e 160 c.p.c. in relazione all’art. 360 n. 3, rilevando come, in ogni caso, non si tratterebbe di inesistenza della notifica, ma di nullità sanabile per il raggiungimento dello scopo.
Tesi giurisprudenziali di legittimità
Le formalità a conferire certezza alla spedizione dell’atto ed al suo ricevimento da parte del destinatario costituiscono una attribuzione …

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