Agevolazioni prima casa: le lungaggini burocratiche agevolano la prima casa

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 20 febbraio 2016

le lungaggini burocratiche relative alla ristrutturazione dell'immobile sono causa di forza maggiore del mancato trasferimento della residenza entro il termine previsto per le agevolazioni 'prima casa'

Con la sentenza n. 25880 del 23 dicembre 2015 (ud. 19 novembre 2015) la Corte di Cassazione ha riconosciuto come causa di forza maggiore il mancato trasferimento della residenza entro il termine normativamente previsto, a causa delle lungaggini burocratiche.

La sentenza

La Corte, dopo aver in premessa rilevato che la realizzazione dell'impegno di trasferire la residenza, che rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del beneficio richiesto e solo provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell'atto, costituisce, quindi, un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, obbligo che va rispettato in termini generali, ritiene che occorre però tenere conto di “eventuali ostacoli sorti nell'adempimento di tale obbligazione, caratterizzati dalla non imputabilità alla parte obbligata e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento (cfr Cass. 7 giugno 2013 n. 14399)”.

Pur se la CTR ha accertato la complessità sopravvenuta dei lavori di "rifacimento di un vecchio stabile" (che non può essere equiparato ad un appartamento), dovendo applicarsi il principio secondo cui il mancato stabilimento della residenza non comporta la decadenza dall'agevolazione qualora tale