Guida alle fasi del processo esecutivo

Il processo di esecuzione forzata si svolge in un unico grado e consiste in una serie coordinata di atti finalizzati a conseguire il risultato della soddisfazione coattiva del diritto fatto valere dal creditore–attore. Tale processo si articola in una serie di fasi funzionalmente collegate.
Il procedimento esecutivo si articola necessariamente in tre fasi:
. pignoramento: atto con il quale i beni sottratti alla libera disponibilità del debitore vengono sottoposti al potere dell’ufficio esecutivo;
. la liquidazione dell’attivo, quando i beni sottoposti a pignoramento vengono trasformati in denaro;
. la distribuzione forzata di quanto ricavato dalla vendita, ai creditori.
Premessa
Il processo di esecuzione forzata si svolge in un unico grado e consiste in una serie coordinata di atti finalizzati a conseguire il risultato della soddisfazione coattiva del diritto fatto valere dal creditore – attore.
Tale processo si articola in una serie di fasi funzionalmente collegate. Secondo la Corte di Cassazione a sezioni unite (Cass. 27 ottobre 1995 n. 11178, il processo esecutivo si presenta strutturato non già come una sequenza continua di atti ordinati ad un unico provvedimento finale secondo lo schema proprio del processo di cognizione bensì come una successione di sub procedimenti, cioè in una serie autonoma di atti ordinati a distinti provvedimenti successivi.
Fase preparatoria: titolo esecutivo e precetto
La fase preparatoria del processo esecutivo prevede:

La notificazione del titolo esecutivo: consegna della copia autentica del titolo spedito in forma esecutiva da parte dell’ufficiale giudiziario, nei confronti della parte, personalmente;

La notificazione del precetto: intimazione fatta al debitore ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo, in un periodo non inferiore a dieci giorni, con l’avvertimento che, in difetto, si procederà ad esecuzione forzata.

L’art. 13, comma 1, lett. a) d.l. n. 83/2015, convertito in l. n. 132, ha modificato l’art. 480 c.p.c., aggiungendo un’ulteriore requisito formale all’atto di precetto. Il creditore è infatti oggi chiamato, giusto il nuovo disposto normativo, ad inserire nel precetto l’avvertimento al debitore sulla possibilità, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, di concludere col creditore un accordo di composizione della crisi o di proporre un piano del consumatore, ponendo così rimedio alla situazione di sovraindebitamento.
Alla fase introduttiva del processo esecutivo segue la cosidetta istruttoria che si concretizza nel compimento di una serie di attività finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo finale
Il pignoramento
L’esecuzione forzata inizia con il pignoramento. Il pignoramento consiste in una ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito indicato, i beni che vi si assoggettano e i frutti di esso.
Tale vincolo giuridico produce l’effetto di rendere inefficaci nei confronti del creditore procedente e dei creditori intervenuti gli atti di alienazione o di disposizione compiuti dal debitore ed avente ad oggetto i beni pignorati.
Nell’esecuzione del pignoramento immobiliare si distinguono due diversi momenti processuali:

La notifica al debitore di un atto sottoscritto dal creditore nel quale si indicano i beni e i diritti immobiliari che si intendono sottoporre ad esecuzione;

La trascrizione dell’atto nei registri immobiliari a cura dell’ufficiale giudiziario.

Il quadro di riferimento è parzialmente mutato con il d.l. 12 settembre 2014 n. 132, convertito con la legge 10 novembre 2014 n. 162 che ha introdotto nel codice di rito l’art. 492 bis c.p.c. la cui rubrica reca “ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare”
La ricerca dei beni diviene strumento funzionale ad individuare il possibile oggetto della …

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