La distribuzione occulta di dividendi ai soci di società a ristretta base partecipativa

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 3 dicembre 2015

in caso di accertamento contro una società a ristretta base proprietaria il fisco tende a presumere che eventuali ricavi non dichiarati siano diventati dividendi in nero a favore dei soci: le prospettive processuali per combattere tale presunzione

Con la recente Ordinanza n. 14176 del 08.07.2015 la Corte di Cassazione ha deciso in merito ad un caso di accertamento di utili ritenuti presuntivamente distribuiti ai soci, a seguito dell’accertamento di maggiori ricavi a carico della società, in considerazione della ristretta base partecipativa.

La CTR, accogliendo l’appello dell’Ufficio, aveva motivato la propria decisione ritenendo che dovesse considerarsi reddito da capitale ai fini IRPEF quello derivante dalla partecipazione alla società in proporzione all'utile extracontabile non entrato nelle casse sociali che "è legittimo presumere" attribuito pro quota ai soci.

E ciò, appunto, alla luce della presunzione di distribuzione dei maggiori utili non contabilizzati da parte di società di capitali composta da una ristretta base di soci.

Il contribuente interponeva dunque ricorso per cassazione, rilevando, tra le altre cose, come il Giudice di merito avesse fondato la propria decisione sull'assunto che "in caso di accertamenti di utili non contabilizzati opera la presunzione di attribuzione pro quota ai soci degli utili stessi", nel caso di società di capitali a ristretta base sociale, senza però prima avere chiarito (e nonostante le contrarie deduzioni e prove offerte dalla parte contribuente nel primo grado di giudizio) se nella specie di causa, effettivamente, si vertesse in ipotesi di applicabilità della menzionata presunzione e cioè se sussistesse nella compagine sociale "quel vincolo di solidarietà e di reciproco controllo che normalmente in questi casi caratterizza la gestione sociale".

Il motivo secondo la Corte era manifestamente fondato e da accogliersi.

I giudici di legittimità evidenziavano infatti che, pur avendo la Corte numerose volte ritenuto a