Occultamento scritture contabili: salgono le pene

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 2 novembre 2015

la revisione dei reati tributari inasprisce le pene nei confronti dei contribuenti che distruggono od occultanto le proprie scritture contabili

Il D.Lgs. n. 158 del 24 settembre 2015, in G.U. n.233 del 7 ottobre 2015, in vigore dal 22 ottobre 2015, modifica il sistema sanzionatorio penale.

In questo nostro intervento puntiamo l’attenzione sul reato di occultamento o distruzione di documenti contabili, di cui all’art. 10 del D.Lgs. n. 74/2000.

Il reato: art.10 del D.Lgs. n. 74/2000 “Occultamento o distruzione di documenti contabili”

L'art. 10 del D.Lgs. n. 74/2000 punisce, se il fatto non costituisce più grave reato, chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l'evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non permettere la ricostruzione dei redditi o del volume d'affari.

La fattispecie di reato, già prevista dall'art. 4, lettera b, del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, è posta (si legge nella circolare n. 154/2000) a garanzia di un corretto esercizio dell'attività accertatrice dell'Amministrazione finanziaria.

Trattasi di un reato comune, il quale può essere commesso anche per favorire l'evasione di terzi.

Secondo quanto indicato nella citata circolare n. 154/2000, “il riferimento alla documentazione di cui è obbligatoria la conservazione - oltre che alle scritture contabili - fa sì che siano attratte nell'area della rilevanza penale le condotte poste in essere da soggetti non tenuti a un particolare regime contabile. La condotta consiste nell'occul