La rilevanza dei conti cointestati, e/o con delega di firma, ai fini del monitoraggio dei capitali esteri e delle indagini finanziarie (e della Voluntary Disclosure)

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 7 ottobre 2015

la cointestazione di un conto bancario può presentare dubbi in caso di verifica fiscale, sia ai fini delle indagini finanziarie sia per la compilazione del quadro RW per il monitoraggio dei capitali esteri... tale difficoltà si trasferisce nelle procedure di Voluntary Disclosure

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9362 del 8 maggio 2015, è tornata ad occuparsi del tema delle indagini finanziarie.

I giudici di legittimità hanno in particolare evidenziato che, in terna di accertamento dell'imposta sui redditi, l'art. 51, comma 2, n. 7, del DPR n. 633/1972 non prevede alcuna limitazione all'attività di indagine volta al contrasto dell'evasione fiscale e non circoscrive l'analisi ai soli conti correnti bancari e postali o ai libretti di deposito intestati esclusivamente al soggetto sottoposto a verifica, in quanto l'accesso ai conti intestati formalmente a terzi, le verifiche finalizzate a provare per presunzioni la condotta evasiva e la riferibilità allo stesso soggetto delle somme movimentate sui conti cointestati con il coniuge del contribuente o i suoi familiari, ben possono essere giustificati da alcuni elementi sintomatici, come il rapporto di stretta contiguità familiare, l'ingiustificata capacità reddituale dei prossimi congiunti nel periodo di imposta, l'infedeltà della dichiarazione e l'attività di impresa o professionale compatibile con la produzione di utili, incombendo in ogni caso sul contribuente la prova che le somme rinvenute sui conti cointestati con i suoi familiari siano in tutto o in parte ad essi riferibili (cfr. Cass. nn. 26173/2011 e 21420/2012).

 

Si conferma dunque che i procedimenti di indagine finanziaria si risolvono in una questione di tipo meramente probatorio.

E questo rilevava in particolare sotto un profilo processuale, non potendosi considerare superata la presunzione legale di cui all’art. 32 DPR 600/73, laddove la prova contraria non sia specifica, concreta ed incontestabile.

Le risultanze delle indagini bancarie non costituiscono, infatti, meri indizi, ma, al contrario, danno luogo ad una presunzione legale relativa circa la sussistenza di proventi sottratti a tassazione, che spetta al contribuente ribaltare.

E la prova che il contribuente deve forn