Società sportive dilettantistiche e attività commerciali nei confronti di soggetti non associati

di Nicola Forte

Pubblicato il 2 settembre 2015

non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, non solo nei confronti degli iscritti, associati e partecipanti, ma anche nei confronti di soggetti non associati, purché tesserati per una federazione sportiva nazionale o un ente di promozione sportiva

 

In base all’art. 148 del TUIR “non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici,” non solo nei confronti degli iscritti, associati e partecipanti, ma anche nei confronti di soggetti non associati, purché tesserati per una federazione sportiva nazionale o un ente di promozione sportiva.

La soluzione si desume secondo un’interpretazione letterale della disposizione citata e ai fini Iva dalla lettura dell’art. 4 del D.P.R. n. 633/1972.

L’ambito applicativo della predetta disciplina è soggettivamente limitato riguardando esclusivamente le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extrascolastica della persona.

 

Nel corso dell’attività di verifica l’Agenzia delle entrate contesta di frequente i requisiti necessari per applicare il citato art. 148 e la corrispondente