Se l’imprenditore non tiene le scritture contabili risponde del reato di omessa dichiarazione

di Federico Gavioli

Pubblicato il 12 settembre 2015

l’imprenditore che non esibisce alcuna scrittura contabile o altro documento fiscale risponde di omessa dichiarazione; inoltre le imposte evase possono essere legittimamente determinate anche tenendo conto solo dei ricavi aziendali in assenza di elementi che dimostrino l’esistenza di componenti negativi di reddito

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 35773, del 28 agosto 2015, ha confermato la sentenza di condanna nei confronti di un imprenditore che durante una verifica aziendale non ha presentato le scritture contabili e non ha saputo spiegare le voci di componenti negativi presenti in contabilità; per i giudici di legittimità, di conseguenza, l’imprenditore che non esibisce le scritture contabili o altro documento fiscale obbligatorio, risponde del reato di omessa dichiarazione.

 

La contestazione del reato

Un imprenditore è ricorso in Cassazione impugnando la sentenza della Corte di appello del gennaio 2015 con la quale i giudici del merito hanno confermato l’orientamento del Tribunale. Questi avevano condannato il ricorrente alla pena di mesi dieci di reclusione per il reato previsto dagli articoli

- 81 cpv. cod. pen.;

- 5 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74;

perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, nella qualità di titolare della ditta individuale, al fine di evadere le imposte sui redditi, ometteva di presentare, essendovi obbligato, le prescritte dichiarazioni annuali ai fini delle imposte relative agli anni d'imposta 2005-2006-2007, con conseguente evasione delle imposte dirette relative ai predetti anni di imposta, per un ammontare complessivo superiore a oltre 77.000 euro per ciascun anno.

 

Il ricorso dell’imprenditore

Nel ricorso in Cassazione l’imprenditore lamenta la violazione della legge penale e l'illogicità della motivazione su punti dec