Studi di settore e intervallo di confidenza: sopra al “minimo” il contribuente è CONGRUO!

di Nicola Forte

Pubblicato il 15 luglio 2015

in fase di accertamento in base agli studi di settore, se i ricavi o i compensi percepiti ricadono all'interno dell'intervallo di confidenza, il contribuente può essere considerato quasi sempre congruo!

 

Manca ancora più di un mese alla prossima scadenza del 20 agosto, cioè del termine entro cui i contribuenti che hanno uno studio di settore approvato possono versare tempestivamente, con l’aggiunta dello 0,40%, le imposte risultanti dal Modello Unico 2015.

Entro questo periodo professionisti e contribuenti dovranno effettuare le valutazioni necessarie sul comportamento da assumere qualora il risultato di Ge.Ri.Co evidenziasse una situazione di non congruità.

Indipendentemente dagli elementi di valutazione specifica, attinenti alla situazione in cui si trova il contribuente, è opportuno, prima di effettuare la scelta avente ad oggetto l’adeguamento o meno all’ammontare dei compensi/ricavi congrui, ricordare gli elementi da prendere in considerazione.

In primis, come ribadito a più riprese dalla Corte di Cassazione, gli studi di settore non sono uno strumento di accertamento automatico. Il mero scostamento rispetto all’ammontare dei ricavi/compensi considerati puntuali, quindi congrui, non è in grado di assicurare