Indagini finanziarie sul contribuente italiano che risiede all’estero

di Alessandro Borgoglio

Pubblicato il 5 giugno 2015

le indagini finanziarie possono interessare anche il contribuente residente all’estero che tuttavia conserva il centro dei suoi interessi economici e personali in Italia

 

È fiscalmente residente in Italia il contribuente che, pur essendosi cancellato dall’anagrafe della popolazione residente e risultando iscritto all’A.I.R.E., conservi il proprio centro di interessi economici e personali in Italia. In tal caso, il contribuente può essere legittimamente accertato sulla base delle indagini finanziarie esperite dal Fisco. È quanto si desume dalla sentenza della Corte di Cassazione 9723/2015.

Il riferimento normativo per il caso in oggetto è l’articolo articolo 2, comma 2, del TUIR, in base al quale, ai fini delle imposte sui redditi, si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.

L’articolo 43 C.C. dispone, a sua volta, che il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi, mentre la residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

Inoltre, il comma 2-bis del predetto articolo 2 stabilisce