La notifica eseguita da Equitalia è valida in giudizio soltanto previa esibizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata

La notifica eseguita da Equitalia è valida in giudizio soltanto previa esibizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata. La Suprema Corte con la sentenza n.9246/2015 ha affermato che la prova del perfezionamento dell’avvenuta notifica è assolta con la produzione dell’avviso di ricevimento senza che sia necessario produrre copia della cartella di pagamento.
 
Notifica atti tributari
La notifica degli atti processuali tributari è disciplinata dal combinato disposto degli articoli dagli. 16, comma 2, del D.Lgs n. 546/1992 e dall’art. 137 e ss. del Cpc, Il predetto art. 16 richiama l’art. 60, comma 1, lett. a), del Dpr n. 600 del 1973, prevedendo che l’attività di notifica può essere eseguita, oltre che a mezzo dell’ufficiale giudiziario, anche a mezzo di messo comunale o messo speciale autorizzato dall’amministrazione procedente, il quale pone in essere le medesime forme attuate dall’ufficiale giudiziario.
In modo alternativo al sistema di notifica c.d “brevi manu” (se non eseguita a mani proprie la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario), la notifica può effettuarsi a mezzo del servizio postale attraverso la spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento. L’art. 140 Cpc prevede, altresì, che in caso di “irreperibilità”, incapacità o rifiuto a ricevere da parte del destinatario dell’atto, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa comunale dove sarà eseguita la notifica, dandone notizia per raccomandata con avviso di ricevimento.
Nella fattispecie in esame il contribuente proponeva ricorso al giudice ordinario avverso il pignoramento presso terzi per crediti di natura tributaria (notifica di alcune cartelle di pagamento) che veniva respinto. Avverso tale sentenza il contribuente ha proposto ricorso per cassazione.
La Suprema Corte si è soffermata preliminarmente sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e tributario affermando che:
– sono impugnabili dinanzi al giudice tributario gli atti propedeutici all’esecuzione; cartella di pagamento ed avviso di mora e il relativo procedimento è disciplinato dal D.Lgs n. 546/1992;
-sono impugnabili dinanzi al giudice ordinario gli atti dell’esecuzione: atto di pignoramento ed atti successivi e il relativo procedimento è disciplinato dagli artt. 617 c.p.c. nonché dal comma 2 dell’art. 57 del Dpr n. 602/73.
 
In tema di riscossione delle imposte è stato affermato il principio secondo cui, atteso che la formazione della pretesa tributaria è assicurata attraverso una serie di atti al fine di assicurare il diritto alla difesa garantito costituzionalmente, l’omissione della notifica della cartella, atto presupposto, costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato ossia il pignoramento, con il quale si inizia la procedura di espropriazione forzata. L’opposizione agli atti esecutivi avverso l’atto di pignoramento è ammissibile dinanzi al giudice ordinario, anche qualora ne sia fatta valere la nullità per omessa notificazione della cartella di pagamento, con la conseguenza che in questo caso il giudice dovrà verificare solo il difetto di notifica per pronunciarsi sulla nullità dell’atto consequenziale (Cass S.U. n. 5791/2008; n. 14861/12)
La cartella esattoriale può essere notificata ex art. 26 del Dpr n. 602/1973, anche direttamente da parte del concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento, con spedizione postale del plico al domicilio del destinatario (Cass n. 6395/2014). Non è, quindi, richiesto che l’agente della riscossione produca l’originale o la copia della cartella di pagamento e che fornisca la prova del contenuto del …

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