Il commercialista tra responsabilità penali e obblighi antiriciclaggio: il mancato esonero nell’ipotesi di voluntary disclosure

di Valeria Nicoletti

Pubblicato il 19 maggio 2015

in caso di reati tributari del cliente, la responsabilità del consulente fiscale può essere estremamente ampia, si può essere chiamati in causa anche a titolo di concorso nei reati commessi dai clienti!

La Corte di Cassazione ritorna ad esaminare “la posizione” del commercialista, nell’ambito dell’ambito del reato dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Il tema non è nuovo già nel settembre del 2013, con la sentenza 39873, la Corte si era espressa su questo tema.

Contrariamente alla precedente sentenza, nella sentenza n. n. 19335 del 11 maggio 2015, viene fatto espresso riferimento ad un’imputazione a titolo di concorso del professionista nello specifico “consulente fiscale delle società”.

In sentenza i Giudici, ancora una volta, evidenziano quegli indici rivelatori di frode fiscale per l’ emissione di false fatture che avrebbero dovuto fare “insospettire il professionista” come l’assenza di sedi operative adeguate, l’ inconsistenza di trattative commerciali con operatori della "cartiera" e l’ esistenza, al contempo, di rapporti diretti tra la società intracomunitaria cedente e l'effettiva cessionaria dei beni a cui si aggiungevano date estremamente ravvicinate delle operazioni, evidenza di operazioni commerciali caratterizzate dal c.d. "costo inverso".

Non è la prima volta che la Cassazione valorizza questi elementi, in particolar modo l’assenza di una sede operativa e di una struttura, tuttavia se nella sentenza del 2013 essi avrebbero dovuto insospettire “un commercialista appena avveduto”, ora “nei confronti di un soggetto professionalmente esperto” quale viene ritenuto l’imputato “corrispondono alla piena conoscenza dell'intento fraudolento della fatturazione e del conseguente recepimento in bilancio di documenti irregolari, dal chiarissimo scopo, per i titolari della società, di frode fiscale.”

Tuttavia nel caso in esame l’elemento più pesante a carico del professionista che, a quanto si legge in sentenza, aveva curato tutti gli aspetti societari e contabili della soci