Certificazione Unica e omesso versamento delle ritenute

Il delitto contemplato al D.Lgs. 74/2000, art. 10 bis, punisce l’omesso versamento delle ritenute risultanti dalle certificazioni, ossia dal CUD e, dall’anno 2015, dalla CU, rilasciati ai sostituiti.

E’ quanto ha affermato dalla Suprema Corte di Cassazione, Sez III penale, con la sentenza n. 5736 del 21 gennaio 2015, con la quale è cristallizzato il percorso giurisprudenziale verso il consolidato principio che, il presupposto di reato prescritto dall’articolo 10 bis del D.Lgs. 74/2000, è costituito da un lato dal comportamento attivo (“comportamento commissivo”) che coincide con l’effettuazione della trattenuta fiscale e dal rilascio della CU e, dall’altro, dal comportamento omissivo dell’omesso versamento delle relative ritenute.

In particolare, per l’integrazione del reato non è sufficiente il solo mancato versamento delle ritenute, ma occorre anche un precedente comportamento commissivo, ossia che il soggetto abbia rilasciato al sostituito la relativa certificazione e che le ritenute il cui versamento è omesso siano appunto quelle indicate nelle dette certificazioni.

In altri termini, come già affermato dalla Cassazione Sez. Unite (sentenza n. 37425/2013) e dalla suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 40526/2014, il reato in esame si caratterizza per l’elemento specializzante del rilascio della certificazione al sostituito, con la conseguenza che, la norma penale non può trovare applicazione non soltanto quando il sostituto non abbia operato le ritenute ma anche quando questi abbia rilasciato la certificazione in un momento successivo alla scadenza del termine per effettuare il versamento.

Il consolidato orientamento della Cassazione afferma, infatti, che l’omesso versamento deve interessare le ritenute contenute nelle CU rilasciate ai sostituiti prima del termine di presentazione della dichiarazione 770 (Sentenza 40526/2014).

ATTENZIONE:

  • Il reato di omesso versamento delle ritenute di cui all’articolo 10 bis del D.Lgs 74/2000 ha ad oggetto le ritenute indicate nelle CU rilasciate al sostituito;

  • Il reato è integrato solo nel caso in cui il sostituto d’imposta rilasci le certificazioni ma non provveda a versare le somme trattenute a titolo di ritenuta entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale.

Il Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, articolo 10 bis, inserito dalla Legge 30 dicembre 2004, n. 311, articolo 1, comma 414, ed entrato in vigore in data 1 gennaio 2005, prevede la pena della reclusione da sei mesi a due anni per chiunque non versa, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d’imposta, ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo di imposta.

In merito, la giurisprudenza in commento precisa che: “frequentemente non si tiene conto del fatto che il delitto contemplato dall’articolo 10 bis del D.Lgs. 74/2000, non punisce l’omesso versamento delle ritenute risultanti dal modello 770, ma l’omesso versamento delle ritenute risultanti dalle certificazioni rilasciate ai sostituiti”.

ATTENZIONE: Elemento caratterizzante il reato di omesso versamento delle ritenute previsto dall’articolo 10 bis del D.Lgs. 74/2000, è l’adempimento di cui ai commi 6 ter e 6 quater dell’articolo 4 del DPR 322/1998 che consiste nel rilascio e nella consegna della certificazione unica attestante i redditi, le detrazioni, le ritenute fiscali (oltre che i dati contributivi ed i premi INAIL, la cui indicazione è prevista dai relativi provvedimenti attuativi).

Ne deriverebbe che, la trasmissione telematica della Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate, prevista dal comma 6 quinquies dell’articolo 4 del DPR 322/1998, di per sé, non costituisce elemento specializzante che caratterizza il presupposto di reato di cui all’omesso versamento delle ritenute Irpef.

La trasmissione telematica delle CU è adempimento distinto da quello della consegna al…

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