Nuovo proroga per la riscossione dei tributi degli enti locali

La legge di Stabilità 2015, divenuta legge 23 dicembre 2014, n.190, pubblicata sulla G.U. n. 300 del 29 dicembre 2014, all’art. 1 , comma 642, contiene l’ennesima proroga per le società agenti della riscossione di poter effettuare l’attività di accertamento, liquidazione e riscossione per le entrate dei Comuni, fino al 30 giugno 2015.
Il comma 642, intervenendo sull’articolo 10, comma 2-ter, del decreto-legge n. 35 del 2013, differisce al 30 giugno 2015:

il termine entro cui la società Equitalia, nonché le società per azioni dalla stessa partecipate e la società Riscossione Sicilia s.p.a. cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei Comuni e delle società da essi partecipate;

i termini previsti all’articolo 3, commi 24, 25 e 25 bis del D.L. n. 203 del 2005. In particolare il differimento riguarda:

il termine fino al quale le società cessionarie di rami d’azienda relativi ad attività svolte in regime di concessione per conto degli enti locali, possono continuare a gestire dette attività;

il termine fino al quale le medesime attività, nei casi in cui non si sia proceduto alla cessione dei rami aziendali, sono gestite dalla Riscossione S.p.A. o dalle società dalla stessa partecipate;

il termine a decorrere dal quale le predette società possono svolgere l’attività di riscossione, spontanea o coattiva, delle entrate degli enti pubblici territoriali, nonché le altre attività strumentali, soltanto a seguito di affidamento mediante procedure ad evidenza pubblica.

Si legge nella relazione illustrativa che ha accompagnato il DDL di Stabilità 2015, che il differimento tiene conto della complessità della materia e della conseguente necessità di disporre di termini congrui per procedere ad una revisione complessiva del sistema della riscossione degli enti locali, in linea con quanto previsto nella legge delega sulla riforma fiscale (legge n. 23 del 2014).

Le norme di base della disciplina delle attività di accertamento e di riscossione
L’art. 52, del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, prevede alla lett. b), del comma 5, che i regolamenti degli enti locali, per quanto attiene all’accertamento e alla riscossione dei tributi e delle altre entrate, “qualora sia deliberato di affidare a terzi, anche disgiuntamente, l’accertamento e la riscossione dei tributi e di tutte le entrate, le relative attività sono affidate, nel rispetto della normativa dell’Unione europea e delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, a: 1) i soggetti iscritti nell’albo di cui all’ articolo 53, comma 1;
2) gli operatori degli Stati membri stabiliti in un Paese dell’Unione europea che esercitano le menzionate attività, i quali devono presentare una certificazione rilasciata dalla competente autorità del loro Stato di stabilimento dalla quale deve risultare la sussistenza di requisiti equivalenti a quelli previsti dalla normativa italiana di settore;
3) la società a capitale interamente pubblico, di cui all’articolo 113, comma 5, lettera c), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, mediante convenzione, a condizione che :

l’ente titolare del capitale sociale eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi;

la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente che la controlla;

svolga la propria attività solo nell’ambito territoriale di pertinenza dell’ente che la controlla;

4) le società miste di cui all’articolo…

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