Senza contratto di locazione con data certa il Fisco può rettificare il canone

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 3 novembre 2014

in assenza di scrittura privata avente data certa il Fisco può presumere e rettificare maggiori canoni di locazione non dichiarati

La Corte di Cassazione, con la sentenza 17 settembre 2014, n. 19593 ha confermato il rilievo dell’ufficio che aveva recuperato a tassazione l’incremento del canone di affitto dei locali, privo di una scrittura privata, avente data certa.


Il fatto

La CTR della Puglia, rigettando l'appello della contribuente e dichiarando inammissibile l'appello incidentale proposto dall'Agenzia delle Entrate, confermava integralmente la sentenza di primo grado che, nella controversia avente ad oggetto un avviso di accertamento ai fini IPERG ed ILOR per l'anno 1996, aveva parzialmente accolto il ricorso della contribuente, mantenendo l'atto impositivo, esclusivamente, in ordine al disconoscimento di costi per incremento del canone di fitto di azienda (aumentato dall'0,5% e al 2% del volume di affari), poiché non previsto da una scrittura privata registrata e, quindi, privo di data certa.

In particolare, per quello che qui ci interessa, “il Giudice di appello, rilevato che tra le due società (locatrice e locataria) vi erano legami, per essere i rispettivi legali rappresentanti parenti, riteneva che l'aumento del canone, oltre a non apparire suffragato dalle risultanze di bilancio né dalla nota integrativa, avesse finalità elusiva quale risultante anche da altri elementi (quali il fatto che la pattuizione integrativa era stata sottoscritta in data 31.12.2006 con decorrenza dal 1.1.1996 e che il verbale di assemblea fosse stata redatto il 30.12.1996 me