Le operazioni delle società sportive dilettantistiche nei confronti degli associati

di Nicola Forte

Pubblicato il 7 novembre 2014

le società di capitali non lucrative, esercenti attività sportive dilettantistiche, si caratterizzano per il fatto che i frequentatori degli impianti (gli sportivi dilettanti) non sono soci non detenendo, solitamente, alcuna quota di partecipazione in seno alla società sportiva



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La legge n. 289/2002 (Finanziaria del 2003) ha previsto per la prima volta espressamente la possibilità di costituire una società di capitali senza scopo di lucro a condizione di esercitare un’attività sportiva dilettantistica.

La novità è stata a suo tempo apprezzata e consente agli amministratori di operare con tranquillità trovando applicazione il principio secondo cui non si risponde con il patrimonio personale dei debiti contratti dalla società non lucrativa. Viceversa, nell’ambito delle associazioni sportive dilettantistiche gli amministratori (componenti del consiglio direttivo) che hanno agito sono solidalmente responsabili dei debiti contratti dall’associazione anche con il patrimonio personale.

In tale ipotesi i creditori, ivi compreso il Fisco, non sono obbligati ad escutere preventivamente il patrimonio del debitore, ma possono agire indifferentemente nei confronti dell’associazione o degli amministratori senza che sussista alcuna priorità.

 

La costituzione delle società di capitali non lucrative presenta, quindi, il vantaggio della limitazione della responsabilità. Si è posto però il problema, se a fronte di tale vantaggio l’adozione di questa forma giuridica potesse determinare la perdi