Le spese di manutenzione e riparazione

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 7 luglio 2014

le spese di manutenzione e riparazione sono soggette a limitazione della deducibilità fiscale: analizziamo le regole civili e fiscali per la contabilizzazione di tali spese, facendo attenzione a quelle sostenute su beni di terzi

Premessa generale

Ai fini della chiusura del Bilancio d'esercizio il tema oggetto del presente contributo rappresenta una tematica molto diffusa nel mondo delle imprese rendendo di fatto interessante e allo stesso tempo necessario fare il punto della situazione alla luce delle ultime novità normative.

 

Nella prassi, le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione si suddividono in:

  • ordinarie - di natura ricorrente, servono per mantenere i beni in buono stato di funzionamento e sono principalmente rappresentate da riparazioni, sostituzioni di parti deteriorate dall’uso, pulizia;

  • straordinarie - di natura non ricorrente, comportano un significativo aumento di produttività o di vita utile del bene.

 

Ai fini contabili e fiscali appare fondamentale la corretta registrazione delle spese in oggetto accompagnata dall'utilizzo di un piano dei conti che contenga la differenziazione di tutte le tipologie di Manutenzione previste dalla normativa.

 

LA DISCIPLINA CIVILISTICA

Secondo il Principio Contabile n. 16 il redattore del bilancio deve:

  1. capitalizzarei costi di ampliamento, ammodernamento o di miglioramento degli elementi strutturali delle immobilizzazioni, incluse le modifiche e le ristrutturazioni effettuate in modo da aumentarne la rispondenza agli scopi per cui il bene era stato acquisito,se ritiene che gli stessi comportino un aumento significativo e misurabile di capacità o di produttività o di sicurezza o di vita utile;

  2. addebitare detti costi al conto economico qualora non producano i predetti effetti.

LA DISCIPLINA FISCALE

LE SPESE DI MANUTENZIONI E RIPARAZIONI ORDINARIE SU BENI PROPRI

Le spese di manutenzione ordinaria, ossia di natura ricorrente, sono finalizzate a mantenere i beni in efficienza e in buono stato di funzionamento ovvero a riparare i guasti e le rotture verificatesi, in modo da garantire la vita utile prevista, nonché la capacità produttiva originaria (si tratta ad esempio, degli interventi di verniciatura, pulizia, sostituzione di parti deteriorate dall’uso). Tali spese costituiscono componenti negativi di competenza del periodo in cui sono sostenutee vanno pertanto imputate alla voce B.7 di Conto economico tra i costi d’esercizio. Con riguardo al trattamento fiscale delle spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione che dal bilancio non risultino imputate ad incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono, ossia alle spese di manutenzione ordinaria, il citato comma 6, dell’art. 102 è stato modificato ad opera dell’art. 3, c. 16-quater, DL n. 16/2012 nel modo seguente: “le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione, che dal bilancio non risultino imputate ad incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono, sono deducibili nel limite del 5 per cento del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all'inizio dell'esercizio dal registro dei beni ammortizzabili; per le imprese di nuova costituzione il limite percentuale si calcola, per il primo esercizio, sul costo complessivo quale risulta alla fine dell'esercizio. L'eccedenza è deducibile per quote costanti nei cinque esercizi successivi”.

Di fatto, quindi, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 29.04.2012 (data di entrata in vigore della Legge n. 44/2012 di conversione del DL n. 16/2012), ossia dal 2012 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, le spese di manutenzione ordinaria sono deducibili nel limite del 5%del costo complessivo dei beni risultante dal registro dei beni ammortizzabili all'inizio dell'esercizio e non è più previsto che i beni acquistati/ceduti nel corso dell’anno concorrano al calcolo del plafond di deducibilità in base al valore ragguagliato alla data d’acquisto/cessione. In particolare, per effetto di tale modifica, dal 2012 il limite di deducibilità del 5% va determinato:

1) considerando il costo complessivo di tutti i beni materiali risultante all'inizio dell'esercizio dal registro dei beni ammortizzabili;

2) senza ragguagliare il costo dei beni acquistati/ceduti nel corso dell’esercizio alla data di acquisto/cessione (quindi i beni acquistati nel corso dell’anno non rilevano e i beni ceduti nel corso dell’anno, in quanto presenti all’inizio dell’esercizio, rilevano per l’intero valore).

 

Rimangono confermate le seguenti regole:

- per le imprese di nuova costituzione, per il primo esercizio va fatto riferimento al costo complessivo dei beni risultante alla fine dell’esercizio;

- se la durata dell’esercizio è inferiore o superiore a 12 mesi l’importo deducibile va ragguagliato alla durata dell’esercizio;

- l'eventuale eccedenza (differenza tra le spese di competenza e il limite del 5%) non è persa ma è deducibile per quote costanti nei 5 esercizi successivi. Va tenuto presente che, secondo quanto disposto dall’art. 16, comma 5, DPR n. 600/73, l’importo delle spese eccedenti il limite del 5% va iscritto nel registro dei beni ammortizzabili in un’apposita voce in base all’anno di formazione.

 

Per il calcolo del limite del 5%da applicare al costo complessivo dei beni è necessario tenere presente che:

- vanno considerati anche i beni completamente ammortizzati, nonché quelli di costo unitario non superiore a € 516,46, iscritti nel registro dei beni ammortizzabili;

- vanno esclusi dal calcolo i beni per i quali sono stipulati contratti di manutenzione periodica (i.e. personal computer, stampanti, fotocopiatrici); i relativi canoni di manutenzione sono infatti deducibili in base al principio di competenza ma è comunque possibile optareper la deduzione con il limite del 5% e, in tal caso, i beni vanno ricompresi nell’ammontare rilevante ai fini del calcolo del predetto limite (detto criterio va utilizzato per tutti i periodi d’imposta di durata del contratto);

- i beni immateriali (i.e. costi di impianto ed ampliamento, costi di ricerca e sviluppo, diritti di brevetto);

-per i veicoli va assunto il costo, ai sensi dell’art. 164, c. 3, TUIR, nei limiti rilevanti ai fini della deduzione