Le prove contrarie contro le indagini finanziarie

di Francesco Buetto

Pubblicato il 21 maggio 2014

in caso di versamenti bancari che non sono stati dichiarati dal contribuente come redditi, la presunzione del Fisco è forte ed il contribuente deve provare che ne ha tenuto conto in dichiarazione o che non sono fiscalmente rilevanti

Con l’ordinanza n. 7890 del 3 aprile 2014 (ud. 5 marzo 2014) la Corte di Cassazione torna ad occuparsi di indagini finanziarie.



La sentenza di secondo grado

La CTR ha ritenuto che la particolare attività svolta dal contribuente (DJ) non consentisse un collegamento proporzionale tra l'ammontare dei ricavi ed il totale dei costi; e che non si possa applicare l'assunto secondo il quale, a fronte di prelevamenti non giustificati che potrebbero essere acquisti in evasione di imposta, debbano necessariamente corrispondere vendite non fatturate cioè ricavi sottratti all'imposizione.



Il pensiero della Cassazione

Richiamando un proprio precedente (sent. n. 21132 del 13/10/2011) la Corte ha riaffermato che “i dati acquisiti presso le aziende di credito, ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, comma 2, n. 2, possono essere utilizzati sia per dimostrare l'esistenza di un'eventuale attività occulta (impresa, arte o professione), sia per quantificare il reddito ricavato da tale attività, incombendo al contribuente l'onere di dimostrare che i movimenti bancari che non trovano giustificazione sulla base delle sue dichiarazioni non sono fiscalmente rilevanti”.



Brevi note

La sentenza che si annota si inserisce in quel filone giurisprudenziale maggioritario e uniforme secondo cui, in materia di indagini finanziarie, l’onere della prova incombe sul contribuente.

Anche di recente la Suprema Corte aveva avuto modo di ribadire la sua posizione. Con ordinanza n. 28160 del 21 dicembre 2011 (ud. 23 novembre 2011) della Corte di Cassazione ha, infatti, confermato che "In tema di accertamento dell'IVA, la presunzione, stabilita dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, comma 2, n. 2, secondo la quale i singoli dati ed elementi risultanti dai conti bancari sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dal successivo art. 54, se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto nelle dichiarazioni o che non si riferiscono ad operazioni imponibili, ha un contenuto complesso, consentendo di riferire i movimenti bancari all'attività svolta in regime IVA, eventualme