Nuovo redditometro: attenzione ai questionari

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 5 aprile 2014

sono partite le richieste del Fisco ai contribuenti che risultano non congrui nel 2009 coi nuovi parametri redditometrici; alcune utili valutazioni da considerare in fase di risposta ai questionari: la famiglia fiscale, il fitto figurativo, il doppio contraddittorio

Questionario

E’ noto che sono in corso di invio 20 mila lettere mirate1, in tema di redditometro ,ai contribuenti che risultano aver sostenuto nel 2009 spese incompatibili con il reddito dichiarato. L'azione è diretta a individuare casi eclatanti e non leggeri scostamenti tra reddito dichiarato e quello speso. Per la selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, l’Amministrazione finanziaria prende in considerazione solo spese e dati certi (presenti in Anagrafe tributaria o nella dichiarazione dei redditi), senza tenere conto delle spese medie ISTAT, che, pertanto, non vengono prese in considerazione nel calcolo dello scostamento tra reddito dichiarato e reddito ricostruito.

I 20 mila destinatari delle lettere saranno invitati (articolo 32 del Dpr 600/73) a presentarsi, di persona o tramite rappresentante, presso gli uffici delle Entrate. Nella lettera sono fissate la data e l'ora dell'incontro, nonché il nominativo del funzionario incaricato della pratica. Allegato alla lettera c’è un prospetto "personalizzato" che serve al contribuente per fornire le giustificazioni dell'incompatibilità della spesa sostenuta nel 2009 con il reddito prodotto in quello stesso anno. La prima colonna del prospetto 2contiene le spese certe (quelle presenti in Anagrafe tributaria), la seconda quelle basate su dati certi (casa, mezzi di trasporto, eccetera), mentre la terza serve per le integrazioni o le eventuali modifiche fornite dal contribuente. Un'altra sezione del prospetto consente all'interessato di indicare i saldi iniziali e finali dei propri conti correnti bancari e postali o dei conti titoli utilizzando gli estratti conti3. In alcune lettere, infine, c’ è l'avvertenza sul cosiddetto "fitto figurativo": se dalle banche dati dell'Agenzia non risulta che nel Comune di residenza il destinatario dell'invito al contraddittorio ha un immobile in proprietà o in locazione e nel caso in cui non vengano forniti chiarimenti in merito, al contribuente verrà attribuito il fitto figurativo sulla base dei valori dell'Osservatorio del mercato immobiliare (decreto del ministero dell'Economia e delle finanze del 24 dicembre 2012). Allegato alla lettera è previsto un prospetto finalizzato a recepire le informazioni richieste al contribuente nel quale:

a) la prima colonna conterrà le spese certe (presenti in Anagrafe tributaria);

b) la seconda quelle basate su dati certi (casa, mezzi di trasporto...);

c) la terza servirà per le integrazioni o le eventuali modifiche fornite dal contribuente.

In un'altra sezione del prospetto è richiesto all'interessato di indicare i saldi iniziali e finali dei propri anche parziale conti correnti bancari e postali o dei conti titoli al fine di dare riscontro della “quota risparmio dell’anno” che, come noto, è uno degli elementi che concorrono a determinare il reddito sinteticamente presunto attribuibile al contribuente.

L’informazione è richiesta direttamente al contribuente in quanto per il 2009 la comunicazione telematica obbligatoria degli intermediari finanziari all’anagrafe tributaria non è prevista.



Effetti mancato riscontro

L'avvio della fase di controllo per il redditometro avviene con la notifica di un invito a comparire ex articolo 32 del Dpr 600/73. L'invito che è notificato nell'ambito del nuovo redditometro è un atto ufficiale per cui il mancato riscontro porta a delle conseguenze sanzionatorie e non solo. È prevista l'irrogazione di una sanzione ai sensi dell'articolo11 del Dlgs 471/97 (da 258 euro a 2.065 euro), in caso di mancata presentazione all'invito o di omessa comunicazione dei dati o di comunicazioni non veritiere.

Il mancato adempimento da parte del contribuente comporta l’irrogazione di una sanzione amministrativa. Il riferimento è all’art. 11 del D.Lgs. n. 471/1997, che prevede una sanzione che va da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2.065 euro non solo nei casi di inottemperanza all’invito a comparire, ma anche in quelli di omessa comunicazione dei dati o di comunicazioni non veritiere.

La sanzione non può essere irrogata nel caso per la mancata esibizione di documenti già in possesso dell'ufficio o di altre amministrazioni (ad esempio atti registrati)

Il mancato riscontro all’invito da parte del contribuente può spingere l’Ufficio ad adottare altri e più penetranti sistemi di controllo come, ad esempio, le indagini bancarie

L'articolo 32 citato prescrive che il termine per l'adempimento non può essere inferiore a 15 giorni; peraltro, è possibile chiedere una proroga motivata. Giova sottolineare che la mancata produzione dei documenti richiesti in questa fase comporta l'impossibilità di tenere conto degli stessi elementi in sede di adesione e contenzioso (comma 4 dello stesso articolo 32). Il contribuente, può dimostrare dinanzi al giudice di non aver potuto adempiere alle richieste degli uffici per causa a lui non imputabile4.



Risposte

Sussiste la sanzione di natura penale per quanti forniscono risposte mendaci o dati e notizie non rispondenti al vero, in esito alle richieste rivolte dall’Amministrazione finanziaria nell’ambito dell’esercizio dei poteri e delle attribuzioni di cui alle disposizioni vigenti in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto (rispettivamente, articoli 32 e 33, D.P.R. n. 600/1973 e articoli 51 e 52, D.P.R. n. 633/1972).

Chiunque, a seguito delle richieste del fisco, esibisce o trasmette atti o documenti falsi in tutto o in parte ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero è punito ai sensi dell'art. 76, D.P.R. n. 445/2000: ossia, la falsità in atti, reato che può comportare la reclusione e, nei casi più gravi, anche l’interdizione temporanea dallo svolgimento di attività d’impresa e professionali.

La sanzione penale, relativamente ai dati e alle notizie non rispondenti al vero, si applica solo se a seguito delle richieste dovesse configurarsi una fattispecie tributaria penalmente rilevante di cui al D.Lgs. n. 74/2000.

Il reato in questione è “comune”, ossia di possibile commissione da parte di “chiunque”.

Per il professionista che assiste il contribuente è opportuno dichiarare, all’atto della restituzione del questionario ai sensi e per gli effetti dell’art. 11, l. n. 214/2011, che la documentazione e i dati sono stati direttamente forniti dal contribuente e che, pertanto, alcuna responsabilità gli può essere attribuita nell’esecuzione del mandato difensivo ricevuto.



Determinazione sintetica

La determinazione sintetica5 del reddito complessivo accertabile del contribuente è pari alla somma di:

a)spese certe”, sostenute direttamente dal contribuente o dal familiare fiscalmente a carico;

b)spese per elementi certi” (abitazione, mezzi di trasporto), riferibili al contribuente o al familiare fiscalmente a carico;

c) quota relativa agli incrementi patrimoniali imputabile al periodo d’imposta;

). quota del risparmio riscontrata, formatasi nell’anno.

Le spese per elementi certi rileveranno solo ove trovino riscontro, in quanto effettivamente sostenute,nelle informazioni presenti in anagrafe tributaria. Le spese per beni e servizi di uso quotidiano, rilevano comunque nel redditometro quando il relativo dato su base certa risulterà dagli elementi presenti in anagrafe tributaria6. In tali casi, infatti, si sarà in presenza di una spesa tracciata e segnalata al Fisco attraverso uno dei canali ufficiali (spesometro, acquisizione di dati presso terzi, comunicazioni obbligatorie) e come tale,quindi, pienamente rilevante. La rilevanza induttiva degli incrementi patrimoniali nel redditometro, sarà determinata in base all’ammontare degli investimenti effettuati nell’anno meno i disinvestimenti dell’anno e i disinvestimenti netti dei quattro anni precedenti.



Nucleo familiare –dicotomia famiglia fiscale e famiglia anagrafica

Il nuovo redditometro agirà quindi su base familiare, per cui il nuovo accertamento sintetico non si focalizza più sul singolo contribuente. Il nuovo redditometro prevede già come elemento di partenza l’individuazione della struttura del nucleo familiare, per poi indagare, con riguardo a ciascuna posizione soggettiva facente parte del nucleo stesso, il possesso