Il nuovo procedimento di accertamento sintetico

Come è noto, con la circolare n. 24/E del 31 luglio 2013, l’Agenzia delle Entrate ha diramato le prime indicazioni operative in ordine al nuovo accertamento sintetico del reddito, disciplinato dall’art. 38, ccc. 4 – 7, del D.P.R. n. 600/73, come modificato dall’art.22 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

In questi giorni, con la circolare n. 6/E dell’11 marzo 2014 l’Agenzia delle entrate ha fornito alcune precisazioni in ordine al nuovo accertamento sintetico, alla luce del parere reso dal Garante della privacyil 21 novembre 2013. Sulla base del parere reso, “la ricostruzione sintetica può essere effettuata tenendo conto, oltre che della quota di incremento patrimoniale imputabile al periodo d’imposta e della quota di risparmio formatasi nell’anno, delle ‘spese certe’ (es. spese per mutuo o canone di locazione, altre spese indicate nelle dichiarazioni per usufruire di deduzioni o detrazioni d’imposta e altre spese per beni e servizi), delle ‘spese per elementi certi’ (in quanto ancorate all’esistenza di elementi oggettivamente riscontrabili, quali, ad es. i metri quadrati effettivi delle abitazioni, la potenza degli autoveicoli, la lunghezza dei natanti) e del ‘fitto figurativo’”.

In questo nostro intervento puntiamo l’attenzione sul comma 7, dell’articolo 38, del D.P.R. n. 600/73, secondo cui “L’ufficio che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo ha l’obbligo di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 5del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, avvalendoci anche delle istruzioni allora fornite (circolare n. 4/E del 16 febbraio 2009) emanate all’indomani dell’introduzione dell’istituto della definizione degli inviti a comparire (D.L. n. 112/2008, conv., con modif. in L. n. 2/2009).

 

LA DEFINIZIONE DELL’INVITO A COMPARIRE

Terminata la fase istruttoria, e sentito preliminarmente il contribuente, l’ufficio ha l’obbligo di attivare l’accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. n. 218/97, inviando un nuovoinvito al contraddittorio con la quantificazione del maggior reddito accertabile e delle maggiori imposte e la proposta di adesione ai contenuti dell’invito.

L’invito al contraddittorio, oltre ad indicare i periodi d’imposta suscettibili di accertamento nonché il giorno ed il luogo della comparizione, deve recare anche l’indicazione delle “maggiori imposte, ritenute,contributi, sanzioni ed interessi dovuti in caso di definizione agevolata dicui al comma 1-bis” e dei “motivi che hanno dato luogoalla determinazione delle maggiori imposte, ritenute e contributi”.

La circolare n. 24/2013 precisa che nell’invito da sintetico l’ufficio dovrà fare riferimento a quanto emerso nel corso dell’istruttoria svolta, con particolare riguardo ai contenuti dei verbali degli incontri precedenti e agli elementi ed alle argomentazioni del contribuente, nonché alle osservazioni dell’ufficio stesso.

Il nuovo comma 1-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 218 del 1997 stabilisce che ai contenuti dell’invito, integrati nei termini di cui si è detto innanzi, “il contribuente può prestare adesione … mediantecomunicazione al competente Ufficio e versamento delle somme dovute entro ilquindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione. Allacomunicazione di adesione, che deve contenere, in caso di pagamento rateale,l’indicazione del numero delle rate prescelte, deve essere unita laquietanza dell’avvenuto pagamento della prima o unica rata”.

Già la circolare n. 4/2009 evidenziava che “il procedimento finalizzato all’adesione (compresa quella, preventiva, all’invito) trova la sua più idonea applicazione in tutti i casi in cui l’accertamento si basi essenzialmente su prove di natura presuntiva (iuris tantum) o su altri elementi comunque…

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