Quando la società di persone perde la pluralità dei soci

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 5 marzo 2014

in Italia è previsto un trattamento fiscale di favore per il socio superstite che prosegue l'attività di impresa in forma di impresa individuale: niente plusvalenza imponibile e imposta di registro calcolata in misura fissa

L’art. 2272, c. 1, n. 4, c.c., individua tra le cause di scioglimento della società di persone il venir meno della “pluralità dei soci, se nel termine di sei mesi questa non è ricostituita”. Al ricorrere di tale situazione, spesso accade che il socio superstite decida di proseguire l’attività d’impresa come imprenditore individuale. Secondo l'orientamento delle Entrate (R.M. 3.4.2006 n. 47), il passaggio da società di persone a ditta individuale per mancanza di ricostituzione della pluralità dei soci non può essere qualificato come "trasformazione", poiché non lascia immutata l'identità del soggetto: la ditta individuale che il socio superstite costituirà è considerata, infatti, un nuovo e distinto soggetto giuridico.

 

Ai fini dell’imposizione diretta, lo scioglimento della società di persone, a causa della mancata ricostituzione della pluralità dei soci, non dà luogo ad alcuna emersione di plusvalenza imponibile in relazione ai beni oggetto dell’attività d’impresa, purché “il socio superstite continui l'attività sotto forma di ditta individuale e man