La nuova I.U.C. un ibrido alla francese: ecco cosa si nasconde dietro le varie sigle quali IMU, TARI, TASI...

I nostri “cugini” francesi pagano la Taxe Foncière (TF) (equivalente alla nostra IMU), che viene riscossa insieme con la Taxe d’Enlèvement des Ordures Ménagères (TEOM) (la tassa per la raccolta dei rifiuti domestici) e la paga il proprietario dell’immobile e la Taxe d’Habitation (TH) (la tassa servizi locali o tassa di soggiorno) calcolata sul medesimo imponibile della TF, ma solo su immobili abitativi, che comprende anche la Rédevance Audiovisuelle (il nostro canone Tv) e la paga l’utilizzatore dell’immobile.

A parte il fatto che in Francia la tassa rifiuti la paga il proprietario (che poi si rivale sull’eventuale inquilino nel canone di locazione) e che il canone per il possesso della Tv viene riscosso con la tassa sulle abitazioni (cosa che si potrebbe fare anche in Italia con la quota Tasi a carico dell’utilizzatore), vi sono diverse analogie con la nuova equazione italiana dei tributi comunali. A dire il vero in Francia dal 1999 pagano anche la Taxe d’Habitation Logement Vacant (THLV) sugli immobili sfitti da oltre due anni! In Italia, invece, la Legge di Stabilità per il 2014 ha introdotto la tassazione IRPEF sul 50% della rendita catastale per le case sfitte possedute nel medesimo comune nel quale si trova l’abitazione principale.

In Italia, infatti, dopo aver archiviato i sofferti trascorsi dell’IMU, della mini IMU e della Tares per il 2013, siamo approdati, prima all’ipotesi della mai nata TRISE (TRIbuto sui SErvizi comunali) e poi definitivamente alla IUC (Imposta Unica Comunale) che solo imposta non è, ma non è nemmeno solo tassa. Di fatto si tratta dell’acronimo di un astratto “contenitore” contenente una imposta (IMU), una tassa (TARI) e una imposta mascherata da tassa e definita genericamente “tributo” (anche se è sempre declinata al femminile) (TASI); sarebbe interessante sapere se vale ancora la differenza tra i due termini che vorrebbe (fonte Wikipedia per il vocabolo: “tributo”):

  • L’imposta, come un prelievo coattivo di ricchezza operato per il finanziamento di spesa pubblica destinata al soddisfacimento di bisogni pubblici indivisibili quali, secondo la dottrina classica, la difesa dello Stato, la giustizia e l’ordine pubblico. E’ prelevata in relazione ad un fatto economico che esprime capacità contributiva, come il reddito nell’Imposta personale, il consumo nell’imposta sul valore aggiunto, etc., secondo il cosiddetto principio del sacrificio, ovvero sul possesso di un determinato bene (imposta patrimoniale come l’IMU).

  • La tassa, come un prelievo coattivo di ricchezza operato per il finanziamento di spesa pubblica destinata al soddisfacimento di bisogni pubblici divisibili prestati su domanda, come ad es. l’istruzione (tassa universitaria) o la sanità (ticket sanitario). Essa è ispirata al principio economico del beneficio e ha natura sinallagmatica (do ut des).

Ora, mentre l’IMU (acronimo di Imposta Municipale Unica, anche se successivamente ridefinita Imposta Municipale Propria) è senz’altro un’imposta (di natura patrimoniale) e la TARI (acronimo di TAssa RIfiuti) è senza dubbio una tassa per la copertura del servizio pubblico divisibile di smaltimento dei rifiuti, non si capisce bene cosi sia la TASI visto che il suo acronimo (che dovrebbe significare TAssa sui Servizi Indivisibili) è una contraddizione in termini! Forse sarebbe stato meglio definirla un contributo,(ad es. COSECO = COntributo SErvizi COmunali) cioè un prelievo coattivo di ricchezza che può essere operato per il finanziamento di spesa pubblica destinata al soddisfacimento di bisogni pubblici sia indivisibili, sia divisibili non prestati su domanda, che ben può essere attivato dall’ente pubblico per coloro che ricadono nell’ambito della prestazione di un determinato servizio (ad es. consorzi di bonifica).

La prima domanda che è sorta immediata e spontanea a noi tributaristi, in quanto tecnici del settore, è: riusciranno i Comuni a gestire questa trilogia di tributi (chiamiamoli genericamente così d’ora in avanti!)

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