Mediazione tributaria: gli ultimi input dalle entrate

Come è noto, l’art. 17-bis, del D.Lgs.n. 546/92, norma introdotta dall’art. 39, c. 9, D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha istituzionalizzato il cd. reclamo mediazione.
L’art. 1, c. 611, lett. a, legge n. 147 del 27 dicembre 2013, cd. Legge di stabilità 2014, ha inciso sull’art. 17-bis, del D.Lgs. n. 546/92.
Le novità introdotte, che trovano applicazione agli atti notificati a partire dal 2 marzo 2014, sono state lette dall’Agenzia delle Entrate, che ha diramato la circolare n. 1/E il 12 febbraio 2014.
 
IL QUADRO DI SINTESI DELLE NOVITA’
In sintesi, indichiamo le novità:

In pillole

La presentazione del reclamo è condizione di procedibilità e non più di ammissibilità del ricorso

La riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto impugnato sono sospesi ex lege in pendenza del procedimento di mediazione, a prescindere da una istanza di parte

Si applicano le disposizioni sui termini processuali

La mediazione produce effetti anche sui contributi previdenziali e assistenziali, per i quali non sono dovuti né sanzioni né interessi

Le modifiche si applicano agli atti notificati dal 2 marzo 2014

 
L’APPROFONDIMENTO DELLE ENTRATE CON LA CIRCOLARE N. 1/2014
Analizziamo gli approfondimenti effettuati dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n.1/E del 12 febbraio 2014.
 
L’entrata in vigore
L’art. 1, c. 611, lett. b, della legge n. 147 del 2013, prevede che le modifiche si applicano agli atti notificati a decorrere dal 60 giorno successivo all’entrata in vigore della stessa Legge di stabilità, e pertanto dal 2 marzo 2014.
La C.M.n.1/2014, richiama quanto già indicato al punto 1.5 della C.M. n. 9/2012: “… rileva la data in cui la notifica si perfeziona per il destinatario della stessa. Nel caso di atto notificato a mezzo posta anteriormente al 2 marzo 2014, ma ricevuto dal contribuente a decorrere da tale data, si applicano le nuove norme sulla mediazione; … la nuova disciplina è altresì applicabile alle istanze riguardanti il rifiuto tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori qualora, alla data del 2 marzo 2014, non sia già decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione della relativa istanza di rimborso. Per converso, tali modifiche non si applicano alle istanze relative ai rifiuti taciti per i quali, alla predetta data, sia già decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza di rimborso. Con riferimento a tali controversie, continuano ad applicarsi le previgenti disposizioni e i chiarimenti forniti con la circolare n. 9/E del 2012)”.
 
L’improcedibilità del ricorso
Per effetto di quanto disposto dall’art. 1, c. 611, legge n. 147 del 2013, che ha sostituito il comma 2 dell’articlo 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992, “La presentazione del reclamo è condizione di procedibilità del ricorso. In caso di deposito del ricorso prima del decorso del termine di novanta giorni di cui al comma 9, l’Agenzia delle entrate, in sede di rituale costituzione in giudizio può eccepire l’improcedibilità del ricorso e il presidente, se rileva l’improcedibilità, rinvia la trattazione per consentire la mediazione”.
La presentazione dell’istanza, quindi, non è più condizione di ammissibilità del ricorso ma condizione di procedibilità dello stesso.
Secondo le Entrate “ciò significa che solo dopo il compimento di 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio decorrono i termini previsti per il compimento degli atti processuali (deposito del ricorso, delle …

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