Mediazione tributaria: importanti novità da applicare dopo la Legge di stabilità 2014

 

L’art. 17-bis, del D.Lgs. n. 546/92 ha previsto, per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti dell’Agenzia delle entrate, notificati a decorrere dal 1° aprile 2012, l’istituto del reclamo/mediazione, pena l’inammissibilità del ricorso.

Pertanto, legittimamente le prime C.T.P. chiamate a pronunciarsi hanno ritenuto inammissibile il relativo ricorso presentato dal contribuente che si era costituito in giudizio, senza aver espletato il procedimento di mediazione.

Per la C.T.P. di Varese (sentenza n.31/1/2013 dell’11 marzo 2013) è inammissibile il ricorso depositato prima della scadenza dei novanta giorni utili per il perfezionamento del procedimento di mediazione tributaria. “La Commissione rileva che, soltanto se il tentativo di definizione amministrativa non si conclude positivamente, il contribuente può costituirsi in giudizio depositando l’originale del ricorso presso la Segreteria della Commissione Tributaria Provinciale. Con la presentazione del reclamo inizia infatti una fase amministrativa che prevede un iter giuridico normativo ben definito. La Commissione rileva che, ai sensi del secondo comma dell’art. 17 bis del D.Lgs 546/92, per gli atti per i quali il reclamo è obbligatorio, la presentazione dell’istanza è condizione per la successiva ed eventuale presentazione del ricorso. In secondo luogo, una volta presentato il reclamo, lo stesso si trasformerà nell’atto introduttivo del giudizio tributario soltanto al verificarsi di uno degli eventi previsti nel nono comma della disposizione richiamata: a)decorso infruttuoso di novanta giorni dalla presentazione del reclamo; b)dalla data del provvedimento che respinge il reclamo o l’accoglie solo parzialmente ( come nel caso in esame) se lo stesso è anteriore ai suddetti novanta giorni. Quanto precede comporta l’inutilità di procedere nell’esame del merito del ricorso”.

Già pure la C.T.P. di Lucca (ordinanza n.105/05/2012 del 1° ottobre 2012) aveva dichiarato inammissibile il ricorso depositato in giudizio prima del tentativo del procedimento di mediazione.

 

LA LEGGE DI STABILITA’

Per effetto delle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità (n. 147/2013, art. 1, c. 611, lett a) la presentazione del reclamo non è più condizione di ammissibilità del ricorso ma è condizione di procedibilità. Inoltre, in caso di deposito del ricorso prima del decorso del termine 90 giorni previsto dal comma 9, dell’articolo 17-bis, del D.Lgs. n. 546/92, l’Agenzia delle Entrate, in sede di costituzione in giudizio, possa eccepire l’improcedibilità del ricorso e il presidente, se rileva sussistente l’improcedibilità, rinvia la trattazione per consentire la mediazione.

La novità si applica per gli atti notificati dal 2 marzo 2014.

 

L’ISTITUTO

L’art. 39, c. 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha inserito nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, l’art. 17-bis, rubricato “Il reclamo e la mediazione”, per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti dell’Agenzia delle entrate, notificati a decorrere dal 1° aprile 2012, pena prima l’inammissibilità del ricorso oggi improcedibilità, oggetto di approfondito esame da parte delle Entrate con la circolare n. 9/E del 19 marzo 2012.

L’istituto si caratterizza per la presenza sostanzialmente di tre criteri individuati dalla norma, la cui contestuale sussistenza impone di esperire preventivamente e obbligatoriamente la procedura di mediazione, prima di adire il giudice:

– tipologia di atto impugnato;

– parte resistente nell’eventuale giudizio;

– valore della controversia.

 

Il contribuente deve esperire la fase amministrativa ogni qual volta intenda impugnare uno degli atti individuati dall’art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992, emessi dall’Agenzia delle entrate, e il valore della controversia non sia superiore a ventimila euro, e pertanto:

– avviso di accertamento;

– avviso di liquidazione;

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