La deducibilità fiscale dei compensi agli amministratori necessita della congruità; se eccessivi possono essere disconosciuti?

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 24 ottobre 2013

i compensi degli amministratori di società sono deducibili dal reddito d’impresa se congrui e deliberati dall’assemblea dei soci

A norma dell’art. 2389 c.c., i compensi spettanti ai membri del Consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo sono stabiliti all'atto della nomina o dall'assemblea, sempreché la misura dei predetti compensi sia già stata stabilita dallo statuto societario (art. 2364 c. 1 n. 3 c.c.).

La disciplina dei compensi spettanti agli amministratori è stata oggetto di diversi interventi giurisprudenziali e dottrinali, considerati i diversi aspetti problematici che gli stessi presentano: su tutti, la possibilità di sindacare la congruità dei compensi corrisposti dalle società agli amministratori, nonché la necessaria presenza di una delibera assembleare che attribuisca certezza e determinabilità al compenso, con conseguente riconoscimento della deducibilità dello stesso.

La possibilità per l’Amministrazione finanziaria di sindacare la congruità del compenso corrisposto agli amministratori e, dunque, la sua deducibilità, è stata oggetto di numerosi dibattiti a livello giurisprudenziale.

Si rammenta, infatti, che, una parte della giurisprudenza di legittimità ha negato la deducibilità di tale componente reddituale, per mancanza di inerenza, in presenza di compensi sproporzionati rispe