Dati sballati sulle materie prime? Allora la contabilità si considera irregolare

di Francesco Buetto

Pubblicato il 15 ottobre 2013

quando, a seguito di un controllo, risulta che gli acquisti di materie prime sono sballati rispetto ai prodotti finiti dichiarati, allora il Fisco può legittimamente presumere che la contabilità non sia veritera e può procedere ad accertamento analitico-induttivo

Con la sentenza n. 16687 del 3 luglio 2013 (ud. 17 gennaio 2013) la Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la ricostruzione dei ricavi operata dall’ufficio fondata sulle fettucce adesive necessarie per sigillare le confezioni di pannolini.

In pratica, l'accertamento dei maggiori ricavi derivava dal controllo indiretto della produzione effettuato dai verificatori sulla scorta di dati forniti dalla stessa società relativi alle quantità di materie prime utilizzate ed ai prezzi di vendita.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

La Corte, innanzitutto, rileva che la CTR ha, del tutto correttamente e logicamente, dapprima escluso l'attendibilità delle scritture contabili (in considerazione delle "incongruenze accertate in sede di determinazione delle quantità dei sacchetti") e quindi affermato la legittimità del controllo indiretto operato dall'Ufficio sulla scorta dei dati forniti dalla società stessa; nell'esaminare, poi, nel merito, l'affidabilità del criterio induttivo utilizzato dall'Ufficio, la stessa CTR ha ritenuto "sbrigativa e superficiale" la decisione adottata dalla CTP